Buonotte gorilla

In questi giorni sto leggendo degli albi illustrati bellissimi che sempre più mi radicano, qualora ce ne fosse stato bisogno, nella consapevolezza e convinzione che c’è un mondo di letteratura da scoprire nei libri per bambini.

Inizio a raccontarveli da questo albo semplicemente delizioso: Buonanotte, Gorilla! di Peggy Ruthmann edito (anzi riedito ma in veste bellissima) da Lupoguido (l’edizione precedente non era in forma di albo ma di librino ed era nella collana “I pirati” della Piemme).

La storia è presto detta: il custode di uno zoo, che abita proprio di fronte all’entrata dello zoo, passa a dare la buonanotte agli animali, li nomina, li guarda (ma in verità gli occhi sembrano piuttosto chiusi dal sonno) e se ne va verso casa senza accorgersi che, dietro di sè, tutti gli animali sono stati liberati dal primo: il gorilla che ha sfilato le chiavi delle gabbie dalla cintura del custode. Mentre il custode va a casa scopriamo che…. tutti gli animali lo seguono!

Lui si spoglia e si sdraia a letto, la moglie gli dà la buona notte e spegne la luce ed in quel momento, tutti gli animali che si sono accoccolati in giro per la medesima camera da letto (e stiamo parlando di giraffa, elefante, tapiro, iena, gorilla, topo ecc.), si augurano la buonanotte.

Tavola nera, occhi sgranati ed ecco il “click” della luce che la moglie riaccende… gli animali vengono in silenzio riaccompagnati nello zoo e un attimo dopo (una pagina dopo) lei torna a casa e dietri di lei, di soppiatto, chiedendo al lettore di essere complice col silenzio, solo il gorilla e il topino che si mettono niente di meno che a dormire tra il custode (che da bravo uomo non si è accorto di nulla) e la moglie.

Un albo divertente, con due colpi di scena ben riusciti e un finale dolcissimo e a sorpresa con il piccolo gorilla nel lettone.

Una metafora delle notti movimentate dei neogenitori? L’elaborazione di un ricordo d’infanzia dell’autrice come da lei stesso dichiarato?

Probabilmete entrambe le cose.

Quel che conta è che il risultato è un albo perfetto, bellissimo da leggere ad alta voce con piccoli di ogni età, anche alla primaria funzionerebbe perfettamente come al nido.

I tratti della ripetizione con variatio, del coinvolgimento esplicito del lettore di cui il gorilla chiede il silenzio complice sin dalla copertina, e molto altro  fanno di questo albo una piccola bellissima lettura per la buonanotte e il buongiorno.

P.s. complimenti a Lupoguido che non sbaglia un colpo nelle sue riedizioni di libri belli e assenti dagli scaffali delle librerie.

Inizialmente volevo insegnare la lingua dei segni ai gorilla, ma poi mi sono resa conto che quello che avrei preferito fare era disegnare immagini di gorilla (Peggy Ruthmann)

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