Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì. 

 

 Età: da 6 anni

Pagine: 24

Formato: 13 x 15 cm

Anno: 2006

Editore: Editions Du Dromadaire

Autore: Florence Faval

 Illustratore: Pierre Hornain

 

I grandi albi illustrati hanno un notevole fascino, ma devo ammettere che quando, per caso, incappo in un libricino con tanto di custodia, non so proprio resistergli. Questo piccolo libro di cartoncino, ha la bellezza e la genuinità di un libro che sembra quasi “homemade” e, nella sua semplicità, colpisce.

Mi piace per i colori acquerello con cui è dipinto…

Mi piace molto per la dimensione “ridotta”…

Mi piace per il suo formato… a fisarmonica

Da chiuso sembra quasi un quadrato compatto, poi, una volta aperto, si sviluppa orizzontalmente, con testo e immagini fronte-retro. Le illustrazioni in realtà altro non sono che disegni raffiguranti bambini che con i loro corpi compongono le lettere dell’alfabeto.

Questo libro l’ho trovato per caso… o per fortuna… sopra la cattedra, la settimana scorsa.

Vedo sull’angolo della cattedra (sì, lo ammetto, è sempre piena di libri e quaderni sparsi disordinatamente) dei libri nuovi… beh… “nuovi”… non nel senso letterale del termine; nuovi nel senso che non appartengono alla nostra piccola biblioteca di classe. Chiedo ai bambini… “Scusate, sapete per caso da dove arrivano questi libri?” “Si, ce li ha portati un bambino di seconda A”, “Wow, ma che bel regalo” rispondo io.

Ne prendo uno e poi dico “A me piace questo… volete che lo leggiamo?

Mostro il libro intitolato “Alfabeto – il canto delle lettere

E i bambini rispondono all’unisono: “Siiiiiiiiiiiiiiii…”

Così inizio a leggerlo e a dispiegarlo pagina dopo pagina, lettera dopo lettera.

Alfabeti Astuti! Abbecedari per tutti! Anche per gli Asini!

È la lettera A” dice un bambino.

Buoni Babbi! Barnabò Bastona i Bambini Birichini!

Io non sono birichino” commenta spontaneamente un bambino. Lo guardo. Mi guarda. “…solo un po’” – aggiunge. “…solo un po’” – penso io.

Dunque! Chi Danza e Dondola dal Didietro? La Donnola

Io so cosa è una donnola, è una animale feroce… Sai perché lo so, perché nella casa in montagna, mio nonno ce ne ha una impagliata in salotto

Fontana Fruscia, Fragola Fiorisce e Freme la Farfalla

Freme vuol dire che trema, vero?” chiede un altro bambino.

“Hi-Ho” L’ignorante Irsuto Istruisce l’Ignaro Imberbe

Eh?!? Non ci ho capito niente” afferma una bambina.

Continuo…

Judo, Karaté, Karaoke e Jumbo Jazz

Io faccio Karate” interviene un altro bambino.

Ma va, cosa c’entra? Queste sono le letterine straniere non senti?” controbatte un compagno.

Noleggio Nonna Novantenne! Nobile e nelle Nuvole

Nonna Novantenne, questa sì che fa ridere” commenta lo stesso bambino del Karate.

Che forte, ma è scritto anche tutto dietro? Wow

La Quaglia Querela la Quercia: i Quadrifogli non quadrano”

Eh…???

E il libro continua così, pagina dopo pagina, di lettera in lettera sino ad arrivare alla fine dell’alfabeto.

Lo leggiamo tutto di fila, solo con qualche piccola interruzione o commento.

È stato proprio divertente questo libro con tutte queste parole difficili

 

Di fatto il libro è piaciuto molto, ma è quasi ora di andare a casa e non c’è il tempo necessario per chiacchierarci su con calma e allora ecco giungere la proposta…

Maestra potremmo rileggerlo anche domani

Certo” rispondo io

“…così, magari ,ci spieghi anche il significato di quelle parole che non conosciamo… eh… perché erano parecchie

Sapete come si fa quando non si conosce il significato di una parola

Lo si chiede alla mamma…

Lo si chiede al papà…

Si guarda in Internet…

Io lo so… si cerca la parola sul vocabolario

Che cosa è un boccabolario

No, non boccabolario. Vocabolario!

Si può dire anche dizionario, vero maestra… un’amica di mia mamma che ormai ha la figlia grande ci ha regalato il suo dizionario che ha anche qualche disegno…

È un librone grosso vero? Ce ne ha uno anche mio nonno sulla sua libreria…

Esatto! Il vocabolario è un librone molto grosso che contiene tutte le parole, che possono anche essere chiamate vocaboli e spiega il significato di ciascuna, sia di quelle che conosciamo che di quelle che non conosciamo il significato

E come si fa a cercarle? Se sono tante è difficile trovare proprio quella che cerchi

Ma no, sono messe in ordine” dice una bambina

Esattamente… sono in ordine alfabetico, se volete domani rileggiamo il libro e poi cerchiamo nel vocabolario le parole che non conosciamo

Siiiii… bella idea!

E così abbiamo fatto. Vi racconto le due parole più interessanti e divertenti che abbiamo cercato, una per un verso e una per un altro:

Imberbe

 “Quindi imberbe vuol dire senza barba… ah ah… è il contrario di barbuto?”

“Io sono imberbe”

“Anch’io sono imberbe”

“Mio papà invece è barbuto”

“Io da grande sarò imberbe, ma baffuto”

E tutti hanno riso.

 

Querela

Cerchiamo la parola e leggo ad alta voce il suo significato.

“Maestra di questa frase del vocabolario sono di più le parole che non conosco rispetto a quelle che conosco”

 “È vero, prima non conoscevamo il significato solo della parola ‘querela’ ora non sappiamo il significato nemmeno di tutte le parole che servono per spiegarla…”

ride… ridono…

 

Altri commenti a tema…

“Maestra potremmo anche noi rifare in palestra le lettere, ti ricordi che le abbiamo fatte a inizio anno?”

“Oppure possiamo provare anche noi a scrivere delle frasi sul quaderno con la lettera che vogliamo?”

“Sì bello, io sceglierò quella del mio nome”

Ho accolto con entusiasmo la proposta e devo dire che mi hanno davvero stupito perché hanno scritto brevi frasi meravigliose… Vi riporto quella che mi è piaciuta di più ed in perfetta linea con il libro originale:

“Ride, Ride la Rana Roca guaRdando il Rodeo”

Riflessioni personali
  • La potenziale era delle parole si è trasformata in un periodo storico contraddistinto da un impoverimento contenutistico senza eguali. Pochi concetti, solo abbreviazioni ed emoticon, proliferano i luoghi comuni e i pregiudizi. Si sa, le parole sono come i muscoli: senza allenamento perdono di tono.
  • Riscontro spesso nei bambini disagio, lunghi silenzi, parole mute inespresse. Questo accade non perché non abbiano niente da dire ma, anzi, perché non conoscono o trovano le parole giuste per dire o spiegare ciò che provano o hanno in testa…
  • I bambini d’oggi sono così attenti e precisi che temono di sbagliare nell’esprimere il loro pensiero. La cosa brutta e che mi preoccupa è che troppo spesso non provano, non rischiano… Eppure le parole servono proprio a questo: a spiegarsi.
Quindi, per concludere…

…l’arricchimento del lessico è per me  indispensabile per poi leggere, scrivere, pensare. Come? Ovviamente giocando, divertendosi, conversando…

F urfanti fannulloni fingono la fuga

I ndica l’indice inutili indicazioni

N ote nere nera notte

E lefante elargisce echi di eleganza