Il 1 aprile nella mia toccata e fuga alla Fiera del libro per l’infanzia a Bologna ho trovato questo albo coreano… L’ho notato tra i libri selezionati per alcune categorie, anche se non mi risulta poi abbia vinto, poi l’ho ritrovato alla libreria internazionale della mostra e non ho potuto lasciarlo lì… doveva assolutamente venire con me, a casa mia, ad incontrare lettori, bambini e insegnanti nella speranza che qualcuno prima o poi decida di portarlo in Italia.

Avevo tuttavia un problema che mi ha sin qui impedito di raccontarvi di questo bellissimo albo… La traduzione di titolo e pagine… la storia si comprende benissimo come ora vedrete ma scrivere di un libro di cui non si conosce il titolo corretto ecc. mi pareva poco serio e dunque ho scritto all’autrice contattata via Instagram e, indovinate un po’, lei entusiasta mi ha inviato la traduzione in inglese.

Quindi finalmente ecco a voi A shadow, Un’ombra, di Chae Seung Yeon.

La storia è quella di un gruppo di animali che incontrano un’ombra lunga e sottile,uno alla volta, con sguardi dapprima diffidenti poi d’intesa, ogni animale che arriva si mette nell’ombra di questa cosa non meglio identificata ecerca evidentemente di godersi la frescusa. C’è chi si rotolo, chi si sdraia…

Gli animali aumentano ma l’ombra sembra poterli contenere tutti.

Arriva anche una tartaruga che vorrebbe provare come si sta all’ombra nonostante lo spazio appaia già abbastanza sovraffollato

Ma la tartaruga cammina tanto lentamente che l’ombra inizia a ritrarsi, il tempo passa e l’ombra, si sa, si accorcia avvicinandosi al mezzogiorno, quindi possiamo supporre che siamo in un momento della giornata in cui l’ombra tende ad accorciarsi piuttosco che ad allungarsi.

Tutto gli animali pur di restare all’ombra (deve fare davvero un caldo insopportabile), iniziano a mettersi uno sopra l’altro, come una specie di totem, resta sempre fuori la piccola tartaruga ma… è a questo punto che l’albo ci sorprende.

Arriva un soffio di vento, due pagine quasi bianche ci lasciano col fiato sospeso….

Eccoli qui i nostri animali…diventati di legno… o, piuttosto, scoperti nella loro vera essenza di giocattoli. Scorgiamo un piedino che sta uscendo dalla pagina, chissà forse questo bambino o bambina è stato chiamato dalla mamma o dal papà per andare via dalla spiaggia nelle ore più calde, per andare a mangiare o a riposare… E i suoi giochi animali?

Non vi preoccupate, i bambini, a differenza di noi adulti che dimentichiamo tutto delle cose essenziali dell’esistenza, sanno perfettamente che i giochi sono veri, che quegli animali sono accaldati e che avranno anche loro diritto ad un po’ di tregua e infatti… eccoli qui, finalmente tutti ordinati, uno spra l’altro sì, ma in piena frescura… tranne la povera tartaruga.

Quello che mi ha colpito di questo albo è stata indubbiamente la capacità di assumere la vista del bambino per il quale i giochi sono vivi, e d’altra parte anche il punto di vista degli animali veri che in un giorno di gran caldo cercano riparo. L’albo mi ha richiamato alla mente un po’ il meccanismo narrativo de Il barbaro di Moriconi, Gallucci: anche lì c’era un netto stacco nella narrazione tra la realtà e l’immaginazione del bambino ma qui accade uno scarto in più: quando il bambino si allontana, il giorco sembra terminare, il libro non si chiude ma ci riporta alla realtà del gioco, anche in assenza del bambino.

A shadow è un libro delizioso che mi piacerebbe vedere edito in Italia. Ho pensato a lungo se prenderlo, se raccontarvelo, se, se. Il dubbio che avevo, e che è quello che mi spinge a prestare attenzione praticamente solo ai libri editi in Italia, è che io poi questi libri li devo consigliare, leggere, far conoscere e come faccio con libri che non sono pubblicati e che non sono di facile reperibilità?

Però non ho resistito in questo caso anche perché l’insegnamento di Jella Lepman è sempre con me: i libri devono superare le Nazioni, le frontiere e persino le differenze di lingua. I bei libri sono belli sempre e dappertutto e quindi A shadow si è guadagnato il suo posto al pari degli altri in questo mio vai vai di riflessioni sui libri per bambini e ragazzi.

Mentre continuo a pensare alla tartaruga tagliata fuori dall’ombra e dopotutto unica libera di muoversi fuori dal totem di animali, vi ricordo che dell’importanza dell’internazionalità dei bri libri e albi da tutto il mondo parleremo martedì 16 aprile in Querini Stampalia con Anna Patrucco Becchi, Silvana Sola e Chiara Pinton in occasione del seminario dedicato a Jella Lepman.