La rubrica “Noccioline” esce ogni martedì ed è dedicata al fumetto e alla graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

Ho recentemente letto una nuova uscita per Oblomov Edizioni che mi ha lasciato davvero sorpresa, sia per com’è scritta, ma anche per le sue spettacolari illustrazioni.
Il sesto Dalai Lama è un fumetto con un titolo che non ci nasconde certo il contenuto della sua storia. Siamo nel 1600 in Tibet e morto il quinto Dalai Lama, il suo consigliere deve cercare la sua reincarnazione per evitare devastanti conflitti politici.

Quello che viene presentato al lettore è uno scorcio della storia del Tibet, che si estende in pochi anni, illustrandoci solo il riconoscimento del prescelto.
A mio parere è una lettura decisamente interessante e pensata, perché anche con la narrazione di un così breve periodo storico, è possibile conoscere alcuni aspetti culturali del Tibet a quel tempo. Una realtà così lontana da quella occidentale, probabilmente anche per questo molto affascinante.

Secondo me la brevità, anche nelle scelte narrative, è un punto di forza di questo libro. Il suo intento non è strettamente quello di una narrazione storica, ma di avvolgere il lettore da subito nelle vicende. Una maggior prolungazione sul contesto storico o sulla descrizione delle tradizioni, avrebbe rallentato la lettura e affaticato il coinvolgimento. Proprio questo mi è piaciuto: la bravura di chi ha scritto quest’opera è stata proprio nella capacità di fornire in un lasso così breve di pagine, allo stesso tempo un quadro della situazione storica e culturale, ma anche l’umanità dei protagonisti.

Il nostro Dalai Lama è ancora un bambino quando lo conosciamo per la prima volta, non ha idea del destino che lo attende: è ancora “umano”. I colori e le atmosfere intorno a lui cambiano non appena accetta di intraprendere gli studi buddhisti, ma prima è anche una persona come chi lo ha cresciuto e le altre che incontra sul suo cammino. La foto di questo evento storico è focalizzata proprio sul cambiamento, il nodo centrale è esattamente il cambiamento interno al ragazzo, ma anche esterno, nel suo contesto sociale, che si modifica radicalmente dopo la sua scelta.

Sono pochi i personaggi caratterizzati, per questo non è difficile indovinare come andrà a finire la storia (per me che non sapevo chi fosse il sesto Dalai Lama), anche perché, appunto, è storia. Il focus non è quindi sulla suspense o sulla trama, ma sulle emozioni e i colori.

Un fumetto a mio parere eseguito magistralmente dal punto di vista tecnico, usa i colori e tratto per caratterizzare ogni personaggio e le sue sensazioni. Non posso negare di essere rimasta a bocca aperta di fronte a diverse tavole: colori vividi al punto di uscire quasi dal libro e allo stesso tempo un tratto estremamente delicato e orientaleggiante. È uno di quei libri che avrei comprato nella versione cartonato felice gigante, se fosse esistita.