Noccioline – In italia sono tutti maschi: storie nascoste

La rubrica “Noccioline” esce ogni martedì ed è dedicata al fumetto e alla graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

Con il mio solito tempismo in ritardo di una settimana, propongo un libro che tratta un capitolo della storia dell’Italia sotto il fascismo. 
In Italia sono tutti maschi 
di Luca De Santis e Sara Colaone è un fumetto appena ristampato, che tratta il confino degli omosessuali a partire dal punto di vista personale di chi l’ha vissuto personalmente.
Ho già presentato recentemente uno dei loro ultimi lavori: Aristonper chi fosse interessato.

Ho sempre saputo che gli omosessuali non avessero avuto vita facile in quel periodo, ma personalmente non avrei mai saputo dire cosa effettivamente subissero, qui ho trovato diverse risposte.
Questo libro nasce proprio con l’intento di fare ricerca e fornire al grande pubblico la possibilità di conoscere una dramma che è stato ignorato anche con la fine del fascismo. Gli omosessuali non erano semplici “prigionieri politici” e non hanno ricevuto gli stessi riconoscimenti e risarcimenti degli altri, perchè in fin dei conti anche l’Italia dopo il fascismo (e anche tutt’ora, se vogliamo) non ha mai concesso gli stessi diritti ad etero e omosessuali. A dimostrarlo il fatto che le prime testimonianze risalgono agli anni 80′.

Ciò che ho apprezzato di più di questo libro è infatti la parte finale, che arricchisce l’edizione precedente, cioè alcune integrazioni testuali e a fumetti dell’opera. Particolarmente interessante è il fatto che venga riportata l’intervista da cui è stato palesemente preso spunto per il personaggio principale: Ninnella.
La storia non fornisce troppi dettagli sull’aspetto storico: la memoria su cui vuole concentrarsi  è quella emotiva, del dolore e dell’isolamento.
Queste aggiunte integrative però permettono anche di colmare quelle mancanze dal punto di vista storico che possono essere utili nella comprensione del contesto.

La narrazione si divide in due binari paralleli: da un lato il 1938 e dall’altro il presente, in cui i giornalisti intervistano Ninnella che ormai ha 75 anni.
Sopravvissuto, ma nonostante tutto fatica a parlare della sua vita del tempo, addirittura tenta di scappare dai giornalisti. Gli autori avrebbero potuto omettere tutti questi aspetti e trattare solo del passato, ma a mio parere quello che colpisce è proprio il presente. La storia è storia per noi “giovani”, ma per chi l’ha vissuta è sempre presente, magari chiusa in un cassetto,che però è sempre estremamente difficile aprire. Il protagonista ha perso i contatti con quasi tutti gli uomini con cui ha vissuto sull’isola, proprio per la difficoltà di confrontarsi di nuovo con quella realtà.

Ciò che mi colpisce di più era chi ha pianto perchè non voleva tornare a casa. La realtà familiare a cui alla fine sono tornati non era sempre rosea come quella descritta dal protagonista. Improvvisamente le Tremiti erano un luogo in cui potevano essere loro stessi, senza preoccuparsi di ogni parola, anche di uscire di casa.

In questa edizione vi è inoltre un breve diario di viaggio del tour dei due autori. Una breve riflessione sul successo che in questi anni ha avuto il libro e sull’orgoglio di aver reso nota questa storia. Ma allo stesso tempo, nella prima pagina, colpisce il rammarico di come in Italia si sia ancora molto arretrati, sia in termini di leggi, ma soprattutto in termini di testa.

Infine una parola va sempre spesa per le bellissime illustrazioni, semplici ma molto incisive. In particolare ho amato le splash page in bianco e nero che compaiono ogni tanto nella lettura. Solo paesaggio silenzioso e desolato, che stacca da tavole in cui ci sono sempre molte persone che parlano, discutono e urlano.
Insomma, comunque lo si prenda è proprio un bel fumetto, merita di essere letto.

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