Noccioline – La mia ciclotimia ha la coda rossa: graphic medicine fatto bene

La rubrica “Noccioline” esce ogni martedì ed è dedicata al fumetto e alla graphic novel ed è a cura di Benedetta Morandini testa fiorita.

La mia ciclotimia ha la coda rossa è un libro di Graphic Medicine che tratta, per l’appunto il tema della ciclotimia.

Graphic medicine? Cos’è? Si mangia? Sì, ho imparato una parola nuova e ora sfrutto questa mia recente lettura per parlarvene. Questo concetto nasce nel 2007 da un sito fondato da Ian Williams in cui parla dell’utilizzo che lui fa dei fumetti nella formazione dei suoi studenti di medicina. Molti sono i fumetti, soprattutto autobiografici, ma non solo, che trattano di malattie e quindi a questo medico inglese è venuto in mente di sfruttare un mezzo potente ed immediato come il fumetto, per aiutare i suoi studenti a comprendere meglio il malato e le dinamiche medico-paziente.

Il sito ora vanta molti collaboratori e propone diverse recensioni di fumetti pubblicati sia online che cartacei, fornendo un’ampia bibliografia di Graphic Medicine a chiunque voglia usufruirne.

Come accennavo, spesso i fumetti che trattano di malattie sono in forma autobiografica: nascono da un necessità di raccontare la propria storia. Le motivazioni possono essere diverse: scrivere può voler dire concretizzare e dare un senso a quello che si è vissuto o si sta vivendo, ma potrebbe essere utile per mandare un messaggio a tutti quelli che stanno vivendo la stessa situazione.

E’ il caso de La mia ciclotimia ha la coda rossa, un libro divulgativo sul tema, per l’appunto, della ciclotimia. E’ difficile affrontare una malattia che non si vede, che persino i medici faticano a riconoscere e che un esterno potrebbe definire semplicemente “sbalzi d’umore”. Porta senso di solitudine e frustrazione. Letture come queste aiutano a non sentirsi soli, a riconoscere i propri sintomi anche in qualcun altro che davvero ci capisce e testimonia che, con non poco sforzo, la ciclotimia è domabile.

La malattia di Lou Lubie è infatti una bestia che si rivela una piccola volpe, è rappresentata quasi come un animale domestico che la segue ovunque e che a volte le rompe un bel po’ le scatole.

Decisamente apprezzabile lo stile narrativo un po’ ironico e sdramamtizzante. Anche le pagine puramente didattiche sono palesemente pensate e studiate. L’utilizzo di metafore animali aiuta una comprensione più chiara dei diversi disturbi bipolari di cui la ciclotimia fa parte (secondo me è spiegato anche meglio di come hanno fatto certi miei prof, ma noi non glielo diciamo).

Da studiosa dell’ambito ho apprezzato molto la segnalazione nelle pagine finali di non farsi assolutamente autodiagnosi basandosi solo sui dati del libro. E’ sempre importante affidarsi a specialisti in questi casi delicati, magari anche consultarne più di uno per sicurezza, ma mai basarsi sulle descrizioni che si trovano online.

Infine decisamente apprezzabile è la presentazione alla fine del libro di una bibliografia di tutti gli articoli e i video che l’autrice ha utilizzato per documentarsi sulla sua situazione, anche questi pubblicati al fine di aiutare sia chi sta vivendo questa patologia, ma anche per chi gli è vicino, che necessita allo stesso modo aiuto nella comprensione del suo caro.
Questo libro infatti è stato promosso in Italia anche da diverse associazioni che si occupano di disturbi bipolari (di cui la ciclotimia fa parte)

Concludendo quindi consiglio molto questo libro, perchè è un bel fumetto, ma anche per conoscere una realtà che è molto più frequente di quello che potremmo immaginarci.

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