Acerbo sarai tu

La poesia ha un posto d’onore nell’attenzione che dedico alla letteratura per ragazzi e lo ha perché la possibilità di incontro con la parola poetica e col suono di questa parola mi pare che non si dia così di frequente ai giovani lettori.

Oggi, finalmente, dopo un paio di mesi, ho deciso di provare a raccontarvi di questo libro prezioso e bellissimo uscito da poco per i tipi dei Topipittori e firmato da Silvia Vecchini, con le illustrazioni di Francesco Chiacchio, dal titolo più che evocativo Acerbo sarai tu.

Vogliamo cercare un’etichetta? una parola, un verbo per definire i ragazzi? Proviamoci, ma che non sia “acerbo”, qualcosa dal sapore aspro e respingente non certo utilizzabile per parlare dei ragazzi, del loro gusto che dobbiamo almeno provare a scoprire.

Acerbo sarai tu è una raccolta di poesie scritte, pensate e dedicate con estrema sintonia ed empatia ai ragazzi e alle ragazze, una raccolta di pensieri, colori, sensazioni che provano, e riescono senz’altro, a dar voce a quella possibilità d’esistenza che l’adolescenza ci dà per un brevissimo tratto di vita e poi ci toglie.

Se l’infanzia è senza parole, stando all’etimologia della parola stessa, e l’età adulta è quella matura, stando allo stereotipo che i tempi ci suggerirebbero di superare, non resta che pensare che l’adolescenza sia quella sorta di limbo in cui si è non più fiori ma non ancora frutti, non più senza parole ma non ancora in diritto di dire parole che valgano la pena di essere ascoltate.

Così non è, lo sa bene Silvia Vecchini, lo sanno bene i grandi scrittori per ragazzi e tutti coloro che, al di là degli stereotipi con queste creature hanno a che fare ogni giorno. In questa età in cui si inizia a cercare il proprio posto nel mondo, si cambiano gusti, si cambia gusto, ma si ha sicuramente qualcosa di dire e da ascoltare e il diritto di essere ascoltati.

Le poesie di Silvia Vecchini danno allo stesso tempo la sensazione di aver prestato ascolto ai ragazzi e alle ragazze ma anche di aver saputo dar loro voce. All’unisono vanno le illustrazioni di Chiacchio che accompagnano la sonorità e l’umore delle parole.

Questa è la seconda racconta di poesia esplicitamente rivolta ai ragazzi in questo ultimo anno, la prima era stata la bellissima Viaggia verso di Chiara Carminati e Pia valentinis, ora arriva Acerbo sarai tu e a noi non resta che sperare che questa sia una lunga e proficua strada per trovare, usare e proporre nuove parole con i ragazzi.

Un augurio che vorrei fare? Che il maggior numero possibile di ragazzi possa incontrare e ritrovarsi in questa strenua difesa e affermazione di amore e stima per i ragazzi che è Acerbo sarai tu.

Tra le ossa della cassa toracica

ho un nido

non ditelo in giro

ma sento battere sul guscio

a volte sento pigolare

chiedere aiuto

qualcosa che ha fame

un frullo d’ali

qualcuno che si sporge

più in là del consentito

ho paura che cada

che perda l’equilibrio

poi lungamente si acquieta

e dorme, dorme

un cuore uccello, cometa.

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