Il cuore smemorato

Chi organizza e conduce laboratori con bambini lo sa bene: molto spesso, direi sempre più spesso in questi anni, ci si trova davanti immagini stereotipate, difficoltà materiali e di creazione indice di quando poco bambine e bambini siano abituati a pensare in autonomia, progettare e realizzare. Quando sono lasciati liberi di immaginare e disegnare, ritagliare ecc. può capitare spesso di trovare cose tutte simili, sintomo, brutto, di uno stand by della reattività emotiva e cognitiva in attesa della guida invasiva dell’adulto.

Da questo tipo di esperienza è nata l’idea del Cuore smemorato di Valentina Gazzoni appena edito da Giralangolo. Cosa fare di tutti quei cuori che spopolano nei disegni delle bambine e dei bambini?

Valentina ha immaginato, e veramente spesso lo fa davvero nei suoi laboratori, di non reprimere questi impulsi benchè stereotipati, bensì di usarli per far cambiare punto di vista, vedere le cose in modo diverso: e se tagliassimo in due i cuori? Che forma avrebbero? Cosa diventerebbero?

Il cuore smemorato è questo: un insieme di brevissimi incipit di narrazioni in cui brandelli di cuore diventano altro da sè, hanno evidentemente dimenticato la loro origine così spesso prima del senso profondo che un cuore può avere, per diventare orecchie, artigli, petali, gusci e… tutto ciò che saprete vederci dentro.

La scomposizione di un cuore non è un cuore infranto ma l’inizio di un’avventura.

più chiaro di così!

Il libro si chiude anche con due pagine con decine di mezzi cuori da staccare e reinventare per dar vita nuove storie non infrante ma costruite.

Cuore smemorato è un bel libro gioco, ma anche una bello spunto da cui partire per costruire storie e disegni e soprattutto per ricordarci che basta pochissimo per aprire nuovi orizzonti e cambiare punto di vista, basta saper guardare oltre lo sterotipo ed essere disposti ad ascoltare chi ci sta davanti che, sempre, ci comunica qualcosa.

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