La letteratura nei libri della scuola primaria

Il mio tentativo, occupandomi di libri per bambini e ragazzi, è quello di promuovere e lavorare sulla letteratura, sulle sue potenzialità di espressione e di vita. Non mi occupo della scuola se non nella misura in cui alcuni percorsi di lettura si devono necessariamente intersecare con essa e soprattutto non entro mai nel merito del lavoro di un’insegnante che ha la sua professionalità diversa dalla mia. Non entro nel merito della vexata quastio libri scolastici/scelta alternativa perché non ne sarei capace, conosco maestri magnifici che adottano il libro di testo ed altrettanti altrettanto magnifici che scelgono l’adozione alternativa, ognuno con delle ottime motivazioni.

Detto questo non posso esimermi dal notare ciò che accade dei libri di testo della primaria, in questo caso mi riferisco solo a questi, là dove si propongono le antologie di lettura.

Noto con piacere che da qualche anno sempre più compaiono nel libri di testo poesie e brani di ottimi autori nelle antologie. Fino a qualche anno fa era impensabile trovarsi Silvia Vecchini e Chiara Carminati, Bruno Tognolini e Giusi Quarenghi o Beatrice Alemagna nei sussidiari, ora questo accade ed è sicuramente un passo avanti notevolissimo.

Resta invece assolutamente imbarazzante la grafica e l’iconografia di questi testi e anche la decisione, legata al medesimo aspetto che però non è solo estetico ma di contenuto, di riprodurre testi di albi illustrati senza le illustrazioni per i quali sono stati creati. Penso a questo caso che mi è capitato l’altro giorno tra le mani de Il meraviglioso cicciapelliccia di Beatrice Alemagna.

Ora, a parte la bellezza e potenza delle illustrazioni della Alemagna, anche volendo per un secondo sorvolare sull’aspetto dell’educazione estetica dei bambini (su cui non si dovrebbe affatto sorvolare), come si fa a proporre un testo di un albo senza illustrazioni, come se si trattasse solo di un testo con delle figure di accompagnamento?

L’albo illustrato è un testo complesso fatto all’unisono di parole ed immagini; i testi scritti per albi sono testi necessariamente monchi, ellittici, creati apposta perché l’illustrazione possa interpretare e completare il testo. Togliere le immagini non vuol solo dire eliminare la parte estetica bensì eliminare una parte fondamentale del contenuto e della forma narrativa. Ma come si fa a fare una scelta del genere? Quale competenza e cura letteraria c’è in chi ha fatto una scelta del genere? Senz’altro ci sono questioni di diritti editoriali ecc. ecc., non entro nel merito anche perché non ne conosco i dettagli, mi preoccupo solo di ciò che per me è la sostanza: ovvero la qualità della letteratura che questi libri dovrebbero veicolare nei confronti di milioni di bambini.

L’altro ieri poi, mentre seguivo un esercizio sul libro di testo che abbiamo a casa, mi imbatto in questa situazione incredibile: una lettura di una favola al telefono di Rodari a cui sono accostati alcuni esercizi, e lasciamo perdere per un momento la questione degli esercizi che non dovrebbero essere accostati ai testi di pura letteratura. Leggo il brano e mi suona stranissimo, sembrano mancare delle connessioni, dei passaggi logici, mi stupisco talmente tanto che questa possa essere la scrittura di Rodari che vado a prendere la mia copia originale de le Favole al telefono e scopro che il brano sul libro è stato tagliato di moltissime righe nel mezzo della storia e che nei tagli sono saltati alcuni elementi di consequenzialità narrativa, oltre che esser stato tagliato il finale visto che l’esercizio chiedeva di immaginarsene uno… Ma dico, ma razza di rispetto c’è dei testi e della loro qualità? E soprattutto, qual serietà ne non dichiarare nemmeno che il testo era stato rimaneggiato (in maniera indegna)? Ma dove lo sentono i bambini il genio di Rodari in un testo come questo?

E soprattutto: perchè?

Mi domando quanti bambini dall’incontro di questi testi possano poi scoprire gli originali, andare a cercarsi i libri interi… Succederà in una percentuale del tutto trascurabile di casi, e allora, se l’unica possibilità che abbiamo di sollecitare la lettura, di cercare il testo grimaldello, se il libro proprio non possiamo, non si potrebbe cercare di alzare il livello? No, dico, ma li avete visti i libretti (quelli sì che meritano questo diminutivo spregiativo, non i libri per bambini tout cour) che accompagnano, per esempio, i libri per le vacanze estive?

Il mondo editoriale scolastico muove somme di denaro impressionanti, possibile che nessuno possa investirli in maniera degna cercando testi e libri degni di questo nome dalla parte dei bambini?

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