Paris Hide-and-Seek

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

 

Età: da 5 anni

Pagine: 28

Formato: 11,3 x 11,4 cm

Anno: 2009

Editore: Parigramme

Autore e illustratore: Masumi

 

Un libro in cartella. Anzi… in valigia

Il libro di questa settimana, prima di finire in cartella, è finito in valigia!

Pasqua, Festa della Liberazione, Festa dei Lavoratori…  giorni intensi, poca scuola e molto altro. Una vacanza ci sta per rompere i ritmi della quotidianità. Anche per la maestra. Un breve viaggio di famiglia a Parigi è quello che mi ci voleva.

Avevo deciso ancor prima di partire: “non comprerò niente. Niente di niente!” e invece…

E invece, sono tornata a casa con un libro nuovo! Era là, in mezzo ad altri libri tra gli scaffali del bookshop al Museo d’Orsay. Continuavo a guardarlo e a riguardarlo. A prenderlo in mano e a sfogliarlo… poi lo riponevo al suo posto. E poco dopo lo riprendevo… un quarto d’ora di prendi e molla e poi riprendi. Così che mio marito… me l’ha regalato.

Di che libro si tratta?

Paris Hide–and–Seek, a great city game book for readers with sharp eyes.

A questo punto la domanda sorge spontanea: un libro gioco può essere definito Albo Illustrato?

Il bello dell’albo illustrato è che dove non arrivano le parole arrivano le immagini… poco importa se le parole sono nella propria lingua o in un’altra (in questo caso in inglese), se un albo è ben fatto funziona ugualmente. Sempre.

Devo ammettere che la prima cosa che mi ha colpito di quest’albo sono state proprio per le illustrazioni: semplici ma non semplicistiche, dettagliate ma non sature di dettagli, di modo che il lettore abbia comunque modo di trovare il proprio spazio per inserirsi e immaginare. Un libro gioco che può fungere anche da guida turistica introducendo alla città di Parigi prima di partire, durante la visita o dopo, quando, una volta tornato, vuoi ricordare i posti in cui sei stato. E se a Parigi non ci sei ancora stato o non è nei programmi di viaggio… il libro è di buon auspicio per un viaggio futuro.

Ho apprezzato molto queste immagini perché riproducono fedelmente la realtà. È come quando una persona ti parla di un argomento un po’ ostico e complicato e riesce a farlo usando parole semplici, accessibili a tutti, ma senza banalizzare. Lo stesso accade in questo albo con le figure. Parigi è una grande città, complessa, intrisa di storia e riuscire a raccontare parte di lei attraverso i disegni non è facile. Di conseguenza questo libro, pur essendo pensato per i più piccoli, essendo “fatto bene”, è apprezzato anche dai ragazzi e dagli adulti.

Ma veniamo alla lettura vera e propria

…perché, a mio avviso, solo nel momento in cui lo si sperimenta sul campo si può dire se un albo funziona o meno. Certo, l’avevo letto assieme ai miei figli, di 8 e 11 anni durante la nostra breve vacanza a Parigi, ma non è la stessa cosa leggere un libro in piccolissimo gruppo o in un gruppo di media entità come può essere una classe.

 

“Maestra hai portato un libro nuovo?”

“Ma è in inglese? Noooo, ce lo leggi in italiano vero?”

“È di Parigi? Io ci sono stato…”

“Anch’io”

“Anche LadyBug vive a Parigi” [Riferimento a Miracolous – serie di animazione televisiva che narra le storie di LadyBug e Chat Noir, – NdA]

“Quel bus aperto che porta in giro i turisti per la città io l’ho preso quando sono stata a Oxford”

 “Come si intitola questo libro?” mi chiede, infine, un bambino

“Direi che puoi provare a leggere…” rispondo io… “Sicuro qualche parola la conoscete” (siamo quasi a fine anno, in una classe prima alla primaria, ormai tutti leggono, qualcuno più fluentemente, qualcuno un po’ più incerto, comunque ora tutti riescono a leggere). E ci prova e, ovviamente, assieme a lui tutti gli altri.

“City vuol dire città”

“Poi…?” li incoraggio…

“Ah, io so che book vuol dire libro in inglese, ma GAME [letto così come è scritto in italiano – n.d.A] non so cos’è” dice una bambina

Io ripeto “game” leggendolo in inglese e subito un bambino dice:

“È come video-game”

“Esatto… e quindi cosa significa?”

“GIOCO!”

“Esatto…!”

“Libro-gioco”

“Ah, ho capito, è tipo un Libro Pop-Up?”

“No… è un libro gioco e il titolo vi dice subito anche di che gioco si tratta: Hide and Seek. Nascondi e cerca. Cerca e trova. Nascondino. È un libro-nascondino”

“Ah… figo!”

Così cominciamo a leggere, a cercare, a trovare, a giocare.

Il libro è organizzato così: una piccola porzione di pagina collocata in alto o in basso, a sinistra o a destra, propone un breve testo che spiega sinteticamente l’argomento: un luogo, un’attrazione o una parte della città. Poi lo contestualizza e collega al gioco proponendo la cosa o persona da cercare in carattere grassetto. Il protagonista, un bambino di nome Theo, è alla ricerca pagina dopo pagina del suo cagnolino Potchi che è scappato via e si è perso per Parigi e anche di un palloncino giallo inizialmente tenuto tra i denti con il filo dal cagnolino stesso.

La prima pagina spiega come è fatto il libro, attraverso una simbolica mappa riassuntiva con una rosa delle possibili cose “da vedere” a Parigi: il Louvre, Place de la Concorde, l’Arc de Triomphe and Champs Elisées, l’Opera, Gare Saint-Lazare, Montmartre, i Rooftops of Paris, Canal Saint-Martin, Place de la Bastille, il Marais, Musée Carnevalet, il Centre Pompidou, Hotel de Volle, Notre-Dame, Banks of the Seine, lo Zoo at Jardin des Plants, Roman Arena, Luxembourg Gardens, Saint-Germain-des-Prés, Orsay Museum, la Eiffel Tower e Champ-de-Mars, Elevated Metro, Place Denfert-Rochereau, Versailles Castle.

Volto pagina: The Louvre, un grande disegno a doppia pagina, colorato con toni giaccio e vari punti di colore per i vestiti delle persone che affollano il piazzale.

Disegni: ognuno nota particolari diversi

“Mammamia quante cose ci sono in questi disegni”

“È vero, all’inizio ti sembra di non capire niente, poi invece vedi tutte le cose”

“Vedi maestra per entrare al Louvre si va nella piramide di vetro, guarda che fila di persone per entrare… lì mio papà mi ha preso un’antica moneta romana”

 Il gioco “aguzza la vista” funziona alla grande con i bambini, stimola la loro attenzione in generale e in particolare la loro capacità a discriminare selettivamente l’oggetto richiesto…

È scattata così una vera e propria gara a chi vedeva per primo…

Unica nota negativa è che essendo comunque una classe mediamente numerosa c’è stata un po’ di confusione e ovviamente riuscivano a vedere per primi quasi sempre gli stessi o qualche bambino un po’ più prepotente che sovrastava gli altri. Pertanto questo tipo di libro può essere apprezzato meglio in piccolo gruppo o in un rapporto individuale. Subito dopo abbiamo deciso di mettere un po’ d’ordine (“benedette regole!”) e a turno sono riusciti quasi tutti a fare il gioco, anche se per i bambini di questa età è difficile aspettare il proprio turno e soprattutto continuare ad essere rispettosi degli altri una volta che il proprio turno è passato.

A favore di questo libro è che essendo strutturato per argomenti, (in questo caso possibili cose da vedere a Parigi) non si è vincolati da una lettura completa, continua e immediata del libro stesso, ma lo si può interrompere a proprio piacere e riprendere quando si vuole. Anzi probabilmente così facendo lo si apprezza di più.

Quindi dato che i bambini hanno una soglia attentiva limitata e soprattutto questa soglia varia da bambino a bambino, la “bravura” dell’insegnante sta anche nel saper riconoscere quando un’ipotetica curva gaussiana dell’attenzione volge al declino e con classe, ossia motivando ai bambini il perché della scelta, interrompere l’attività con la promessa (che ovviamente va poi mantenuta!) di concluderlo la volta successiva.

Theo ritrova Potchi… fine della storia e fine del libro.

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