Il nostro avvenire dorato

Titolo: Il nostro avvenire dorato

Autore (e regista): Benny Lindelauf

Traduttrice (e aiuto regista): Anna Patrucco Becchi

Protagonista (e narratrice): Fing

Coprotagonisti: Nonna Mei, le sorelle Muulke e Jes, il padre Pap i 3 fratelli e Liesl

Ambientazione: Olanda 1938-1943

Editore: San Paolo

Ecco, il mio romanzo di mezza estate direi che è senz’altro questo: Il nostro avvenire dorato da pochissimo edito da San Paolo ragazzi, una storia che ha del romanzo classico, del romanzo storico, del diario… insomma un romanzo con la R maiuscola che vale la pena incontrare sulla propria strada di lettori.

La storia ha la stessa ambientazione e gli stessi protagonisti di Nove braccia spalancate, il romanzo di Benny Lindelauf edito da San Paolo qualche anno fa. Acqua è passata sotto i ponti e anni sono trascorsi dal primo al secondo capitolo della storia della famiglia Boon e la narrazione è tale da risultare avvincente e perfettamente strutturata sia per chi abbia letto il primo romanzo e ne ricerchi i protagonisti; sia per chi, come me, non abbia letto il primo libro ma ha potuto apprezzare appieno, senza alcun sospetto di mancanza, la nuova storia narrata da Fing.

Siamo in un paesino olandese al confine con la Germania e siamo alle soglie della Seconda Guerra Mondiale e dell’occupazione dell’Olanda da parte delle truppe del Terzo Reich, la famiglia Boon, come diverse altre della zona, cerca di sopravvivere producendo sigari e si autoconvince che la guerra e anche l’invasione tutto sommato non comporteranno per loro e per la loro cittadina alcun cambiamento sostanziale.

Inutile dire che così non sarà. Le evoluzioni ed involuzioni della trama sono tali e tante che non le riprenderò qui ma vi assicuro che vale la pena di seguirle, insieme a Fing che racconta – dal futuro ricorda gli avvenimenti come se fosse però una narratrice a focalizzazione interna stretta (rarissime sono le incursioni in cui ci rendiamo conto che Fing al momento in cui scrive sa già come andrà a finire la storia) – cosa avvenne dal momento in cui iniziò a pensare di poter avere un avvenire dorato come maestra (L’avvenire dorato è il titolo di un libro che Fing legge) alla disillusione e presa d’atto della realtà, fino al travolgimento delle vite personali e familiari con l’inizio delle deportazioni ebraiche. Solo di striscio noterò che questo è anche un romanzo con la shoah in mezzo, non tematizzata, non strombazzata, ma vissuta come nella vita vera è stato e come solo i bei romanzi sanno fare, ritroverete questo libro nella bibliografia sui libri per bambini e ragazzi sulla shoah che ogni anno rivedo e aggiorno.

La prospettiva narrativa è sempre interna e in prima persona ma ha la potenza, data dalla costruzione del plot e dalla scrittura (tradotta con cura da Anna Patrucco Becchi), di una prospettiva storica, corale, in cui l’individuo è parte dell’accadere delle cose a se stesso e a ciò che gli sta attorno, inclusa la confusione, l’incapacità di comprendere cosa accade propria tanto dell’età della protagonista quanto della vicinanza prospettica agli avvenimenti. Quanti di noi nel mentre di un processo storico riescono a vederlo ed interpretarlo con lucidità? Quanti riescono a valutare i voltafaccia della gente che si conosce da sempre, il senso dei dettagli quando si è nel mezzo di un avvenimento? Pochi, pochissimi, e Fing non tra questi, la sua è una storia spesso “sbagliata” in cui la lettura delle cose è sbagliata in cui di granchi ne prende tanti, forse troppi, ma è in questo che Fing si conferma personaggio umano a tutto tondo, perfetto perché imperfetto come ognuno di noi, come ogni ragazzo e ragazza è e sarebbe stato al suo posto.

Ho aperto questo post con i titoli di apertura usando una terminologia cinematografica perché l’andamento del plot, le trame laterali, la costruzione dei personaggi principali e secondari così come dei dialoghi mi è parsa molto, appunto, cinematografica, molto visiva. Mentre leggiamo le parole di Fing vediamo quello che vede lei, sentiamo quello che sente lei e ad un certo punto iniziamo anche a pensare come lei in una specie di soggettiva che ci porta fuori strada, come a lei accade. Fuori strada rispetto a cosa? Mah, direi rispetto alla Storia, rispetto alle scelte di vita… ma, state tranquilli, Fing rientrerà in carreggiata alla grande compiendo il suo percorso di crescita emotiva e di comprensione e facendo la sua parte nella storia e nella Storia fino in fondo, nel suo piccolo che per lei e per la sua famiglia rappresenta però il suo tutto.

Poco e male pensiamo ai destini degli individui travolti dagli eventi, questo romanzo ci permette invece di assumere un punto di vista assolutamente interno a tutto ciò e questo è il potere più straordinario della letteratura: il farci entrare in altre vite, altri mondi, a ciascuno poi la capacità di trarre conclusioni.

Io sono stata felice di aver trascorso le mie ore con Fing e la sua famiglia, mi scuso se non vi ho svelato nulla della trama ma sapete che credo le trame non siano necessarie a valutare un libro dal punto di vista critico e stilistico, secondo me. Vi auguro di trovare il lettore a cui regalare o consigliare questo libro perché ne avrà grande piacere.

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