Nei guai!

Avete presente l’albero mangia aquiloni dei Peanuts?

Chissà se a lui stava pensando Oliver Jeffer quando ha avuto l’idea di Nei guai, albo illustrato ironico, surreale, esilarante, geniale, in Italia edito da Zoolibri.

Dall’incipit potrebbe sembrare che Leo, il protagonista dell’albo, sia il nuovo Charlie Brown…. potrebbe, se non fosse che Leo, a differenza di Charlie Brown non è un bambino che si perde d’animo.

Lo sviluppo della narrazione è consiste nel catalogo degli oggetti, degli animali e delle persone che Leo lancia sull’albero sperando di sbloccare il suo aquilone. Nello sviluppo della narrazione sta il genio di Jeffer.

Secondo la nota teoria che per sbloccare qualcosa di impigliato in alto puoi provare a lanciare qualcos’altro nello stesso punto che lo smuova, Leon arriva a lanciare sull’albero anche un orango, una nave, la casa di fronte, secchi di vernice, un gatto e qualsiasi incredibile entità animata o inanimata gli venga in mente.

Per ben 3 volte, numero magico nella costruzione dei racconti, l’autore bluffa con il lettore, lo inganna portandolo per un secondo a pensare che la logica stia per essere ripristinata: si tratta di quando Leo prende una scala, con cui potrebbe arrampicarsi a recuperare l’aquilone e invece la lancia sull’albero; o chiama i pompieri che potrebbero intervenire ma vengono anche loro catapultati sull’albero con tutto il camion; e infine la sega. Siamo quasi in dirittura d’arrivo della storia, Leo prova con la sega e noi pensiamo che forse taglierà l’albero facendola finita con questo caos, e invece no. Anche la sega finisce sull’albero.

Spesso, quando la doppia pagina occupa due tavole, una a destra e una a sinistra di cui una “logica” e una “illogica” il blu interviene a dirci che siamo nel campo dell’assurdo, dell’illogico mentre l’arancione ci lascia per un secondo nel dubbio del realistico…

Alla fine, dopo aver lanciato persino un faro ed una balena, l’aquilone cadrà a terrà, probabilmente per saturazione dello spazio, Leo può finalmente andarsene a letto soddisfatto eppure con una vaga sensazione di essersi dimenticato qualcosa…

Oliver Jeffers è autore che nelle sue prove migliori, tante, quasi tutte edite in Italia da Zoolibri, sa farci divertire costruendo storie che perseguono strenuamente una logica ferrea che tuttavia non corrisponde alla normale logica condivisa. I protagonisti di Jeffers scartano di lato, trovano soluzioni alternative impensabili e impensate dalla massa, che si tratti di una maglia nuova, come nel caso de Gli Ughi e la maglia nuova, o del recuperare un aquilone come nel caso di Nei guiai.

Infine il titolo dell’albo: Nei guiai , chissà perché mi rendo conto ora che ho sempre attribuito l’essere nei guai a Leo, il protagonista, e invece nei guiai ci si trovano tutti quelli che per caso del tutto involontariamente hanno incontrato Leo sulla loro strada. Leo è un ciclone che con assoluta indifferenza mette nei guai un sacco di creature e di oggetti e di proprietari di oggetti nonché il lettore che segue il climax della narrazione col fiato sospeso tra e le risa: ma dove vorrà andare a parare l’autore?

Non certo finalità nei libri che leggo, non credo gli albi di Jeffers abbiano una finalità specifica se non quella di creare storie sulla soglia del nonsense che ci aiutino ad illuminare la corteccia celebrare dei giovani lettori, e ci riescono col riso e con l’inatteso, vi pare poco?

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