Il Paese di Solla Sulla

E non c’è niente da fare, ogni volta che torno ad un libro di dr. Seuss torno sempre alla stessa conclusione: questo autore era un genio e sin il più piccino dei suoi librini resta un piccolo capolavoro, specie di questi tempi…

Dr. Seuss è uno di quei giganti della letteratura per bambini che si tende, almeno io tendo, a dare così per scontato che finisce che i suoi libri li trascuro… e invece no, oggi ho deciso che non potevo resistere all’ennesima lettura de Il Paese di Solla Sulla, edito da Giunti, e dunque non posso esimermi dal racconravelo, mi perdonerete 🙂

Come sempre siamo di fronte ad un racconto in rima, che bene regge in italiano grazie alla traduzione di Anna Serfatti che ha curato tutti i libri della collana giunti dedicata a Seuss; come sempre il protagonista, anzi i protagonisti, sono questi personaggini pelosini a metà tra animali antropomorfi e mostriciattoli che fanno almeno metà della meraviglia dei libri di questo autore, insieme alle storie.

Dunque il protagonista in prima persona ci racconta di quando un giorno, all’improvviso iniziarono a piovergli piccoli guai dal cielo ( e dalla terra, nonchè da destra e da sinistra) e, preso dal nervoso e dallo sconforto si lasciò abbindolare da una promessa di felicità, o meglio di non sofferenza.

Accettò un passaggio per il Paese di Solla Sulla, sulle rive del fiume Trastulla, soffre poco chi è là, o quasi nulla.

Il viaggio inizia dunque, e di guai ne arrivano a bizzeffe, altro che i piccoli fastidi da cui il nostro protagonista tentava di fuggure!

Si trova persino nel mezzo di un’inondazione e poi arruolato in una – immancabile – assurda guerra ma decide di andare avanti perché il miraggio di una vita in cui si soffre quasi nulla lo spinge sempre più in là. Ciò che sembrava facile di rivela difficilissimo e le sofferenze sempre peggiori fino a quando… sulle rive del fiume Trastulla il protagonista ci arriva e viene anche accolto da un guardiano alla porta che con grande garbo gli dice che la città è stata isolata dai mostricini Scacciachiavi che vivono nelle serrature dei portoni di accesso alla città. Non volendo uccidere queste piccole terribili creature che non permettono di inserire la chiave nella toppa ecco che la città di Solla Sulla verrà abbandonata al suo destino, altro che soffrire poco o quasi nulla! In compenso il guardiano si prepara a migrare in un posto più felice, ed invita il nostro protagonista a seguirlo.

Ma la lezione ormai l’abbiamo imparata: non esiste un luogo dove si soffre poco e quasi nulla! Tanto vale munirsi di pazienza e bastone e tornarsene nella valle di Bice e combattere per la propria esistenza.

Vi dico la verità: la prima volta che ho letto questo libro mi ha lasciata senza parole: non capivo cosa l’autore volesse dirmi, dove volesse andare a parare, lui che con le sue logiche alimentate di nonsense permea tutti i suoi racconti di una morale pacifista e ambientalista molto ma molto ben definita (pensate a Gli snicci o al Lorax, solo per fare due nomi). Qui, invece, che succede? Un inno a cavarsela da soli oppure, forse, un inno al resistere a chi blandisce e mente prospettando paradisi terresti che non ci sono?

Se il Kublai Kan di Calvino diceva che L’inferno è qui e ora, Seuss sembra dirci in qualche modo il contrario, ma un contrario che poi non si distanzia troppo nel suo senso profondo…. Se non il paradiso, almeno un luogo dove imparare tenere a bada le sofferenze, è qui ed ora e tutto dipende da chi ci vive, ovvero da noi, ovvero dal lettore, non vi pare?

Ma dove vogliamo scappare mai?! Il mondo è questo e il difficile è abitarlo – ma anche la sua bellezza, è abitarlo – questo, ancora una volta, sembra dirci nel suo mondo eccelso e divertente e spiazzante Seuss.

p.s. magari esistesse il Paese di Solla Sulla, soffre poco chi è là, o quasi nulla!

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