Il castoro, l’uovo e la gallina

Chissà come si fa a comprendere la maternità di un uovo dal solo guscio… i veri esperti lo sanno fare però e credo che l’abbia saputo fare anche il riccio che per primo trova l’uovo incriminato di questa ennesima disdicevole storia edita da Minibombo.

Il castoro, l’uovo e la gallina di Eva Francescutto è il nuovo nato di Minibombo, in libreria in questi giorni, che conferma in pieno la poetica ironica e sarcastica e decisamente non didattica di questa piccola bella casa editrice.

Ci troviamo, ancora una volta, davanti ad una storia che più che scaturire si basa sul malinteso, sul fraintendimento che però in questa occasione non si basa su uno stereotipo, come accade in altri libri di Minibombo, bensì sulla semplice “pigrizia” di un castoro dormiglione.

Quando un giorno il riccio va dal castoro per raccomandargli l’uovo appena trovato intimandogli soprattutto di NON darlo alla gallina, il castoro in realtà continua a ronfare e si sveglia momentaneamente solo alla frase, più enfatizzata delle altre

…. darlo alla gallina”

per poi tornare a dormire.

Lo stesso accade al passaggio dell’alce, del coniglio, dello scoiattolo fino al momento in cui l’uovo inizia a creparsi e il castoro finalmente si sveglia i soprassalto conscio del suo dovere (o almeno così crede), rassicura tutti e corre a portare l’uovo alla gallina!!

Ma dall’uovo esce un piccolo coccodrillo e vi lascio immaginare cosa accade alla povera gallina!

Eva Francesconi è al suo primo albo ma l’aria di Minibombo, dove lavora insieme a Silvia Borando, deve averla respirata assai bene: il ritmo sostenuto della narrazione, il gusto per il paradosso spiazzante, l’anafora che domina tanto il testo quanto l’illustrazione mi paiono perfettamente amalgamati in questa storia divertente e assai educativa: mai ascoltare solo l’ultima parte di un discorso, potrebbe essere pericoloso tanto quanto affidarsi a chi dorme mentre gli si parla di cose serie!!

Teste fiorite