Sredni Vashtar di Saki

Se non ci fosse Saki bisognerebbe inventarlo, su questo non mi pare che si possa essere in disaccordo, non vi pare?

Saki è l’unico autore che mi venga in mente che sistematicamente, programmaticamente, straordinariamente riesca ad annientare la figura adulta al cospetto di quella bambina.

Per questo mi si sono illuminati gli occhi quando ho visto Sredin Vashtar in forma di albo illustrato edito in questi giorni da Orecchio Acervo con le raggelanti illustrazioni di Francesca Pusceddu.

Il racconto di Sredin Vashtar è stato scritto e pubblicato tra il 1910 e il 1911 ma gode di quella felicità di scrittura che solo i grandi classici hanno: trovano in ogni tempo ed in ogni luogo il loro lettore reale e ci riescono perché raccontano di cose intrinseche all’umano che ovunque e comunque trovano corrispondenza nella realtà.

Ancora una volta il protagonista è un bambino schiacciato da una sadica volontà adulta, stranamente in questo caso non si tratta di una zia bensì di una cugina trovatasi suo malgrado a badare al bambino…

La signora Ropp, anch nei momenti di più assoluta sincerità non avrebbe mai e poi mai confessato a se stessa

che Conradin non gli piaceva affatto,

per quanto forse venisse sfiorata dalla vaga idea che il tarpargli le ali “per il suo bene” fosse un dovere che non le risultasse particolarmente seccante.

No, dico, non è un capolavoro?

Dal canto suo il piccolo Conradin la detesta con tutta l’anima e in nessun modo le permette di entrare in quel mondo tutto finalmente suo che è l’immaginazione. Un mondo che può condividere, oltre che con se stesso, con una gallina (che la cugina farà sparire appena possibile) ed un furetto in gabbia. Un furetto chiamato Sredni Vashtar e identificato da Conradin come una vera divinità, altro che quella roba da adulti che è il Dio delle chiese.

Sredni Vashtar, il grande furetto, viene invocato più di una volta dal piccolo Conradin perché gli conceda una grazia, una sola, e nemmeno esplicitata, d’altra parte se è un dio saprà ben decifrare i desideri reconditi no?!

E proprio nel momento in cui la fede vacilla, la cattivissima zia di appresta ad andare a scoprire e liberarsi dell’animale chiuso in gabbia che così tanto attira l’attenzione del piccolo Conradin, eccolo che

Sredni Vashtar scese

sul campo di battaglia.

I suoi pensieri erano rossi pensieri.

I nemici invocarono pace,

ma lui portò morte.

Sredni Vashtar

il Magnifico

Non vi svelo cosa accade, vi do solo 2 indizi: la signora Ropp sembra non tornare dal capanno dove era nascosto il furetto magnifico; le tavole piano piano prendono venature rossicce, compare del calore da qualche parte nel freddo glaciale che le ha dominate fino a quel momento.

E mentre Conradin prende colore, mangia cose proibite ed è più che mai disposto a non darla vita al dottore che lo da per morto entro i 10 anni, i domestici si affollano verso il capanno degli attrezzi e qualcuno sussurra interrogandosi come si farà a dare la ferale notizia al bimbetto?

Se ci fosse un punteggio per la battaglia adulti/bambini che si combatte in ogni libro di Saki direi che anche questa volta sarebbe un 10 a zero, così come era stato per la zia de Il ripostiglio e per quella del mio amatissimo Il narratore.

Saki non scriveva direttamente per bambini, o almeno non nel senso che intendiamo oggi; la sua infanzia però torna a vivere e direi a liberarsi e respirare nei suoi scritti correndo in soccorso di tanti giovani lettori. In questo racconto più che negli altri due ricordati, tutti editi da Orecchio acerbo, ci sono più passi che marcano un passo diverso rispetto all’occhio del giovane lettore, penso all’entrata in scena fulminea e fulminante della religione, ma la leggerezza della narrazione, l’ironia e l’insieme che racchiudono queste piccole digressioni rendono il testo perfettamente inteleggibile, anzi!

Di questo racconto ho letto che sono state fatte trasposizioni cinematografiche e teatrali e sono proprio molto ma molto felice che finalmente ci sia una versione in albo illustrato che acconsenta a bambini e ragazzi di avvicinare il genio di Saki che indubbiamente risuonerà nelle loro anime come incredibilmente familiare!

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