Il guaio dei libri brutti

Care teste fiorite il martedì a volte mi ispira la vena critica, nel senso di posticino critico e mi sa che questo ci tocca questa settimana: post di critica e forse un pelino provocatorio, siete pronti?

Se sì proseguite nella lettura, in caso contrario potete leggere di uno dei tantissimi bei libri recensiti in questi giorni!

Una delle mie tante fissazioni quando lavoro con insegnanti e genitori o bibliotecari o altre figure che si pongono necessariamente come intermediari della lettura e dei libri è quella di insistere su un punto forse provocatorio ma in cui credo molto:

Piuttosto che leggere un libro brutto meglio non leggere

Eccessivo? Siete del parere che piuttosto che niente meglio leggere qualsiasi cosa?

Beh, la pensavo anche io così ma lasciatemi spiegare il perchè ho cambiato drasticamente idea e anche che cosa intendo con libri brutti e quali sono i “rischi” ad essi legati.

Partirei col dire che la lettura, a qualsiasi età la si intraprenda (da piccolissimi – come sarebbe bene – o da grandicelli – come spessissimo accade) si fissa e si sviluppa nel nostro cervello come un imprintig: i libri e l’esperienza di lettura genere un imprinting (proprio come quello delle papere di Lorenz, per intenderci) e si tratta di un imprinting basato sul principio di piacere e questo piacere scaturisce dalla forma della narrazione ovvero dalla capacità de libro di accendere l’interesse e scaturire quei processi di lettura profonda che soli attivano e sviluppano delle parti della corteccia cerebrale.

La lettura profonda si sviluppa solo in contatto con un tipo di narrazione o di costruzione del libro che per complessità estetica e nartrativa è in grado di sollecitare la soglia di attenzione, curiosità e emotività del lettore e questo può avvadere anche, a seconda delle attitiduini di ognuno e della qualità del libro che si ha in mano, anche con un libro di divulgazione se esso corrisponde ad una qualità letteraria ed estetica adeguata.

Dunque qui si aprono due questioni: 1) chi e cosa decide la qualità adeguata?; 2) cosa succede se così non è e se invece il lettore viene esposto a libri di qualità non adeguata?

Provo ad andare con ordine cercando di essere il più chiara possibile:

  1. la questione del gusto e della qualità è una delle tante su cui torno spesso e vi rimando anche ad un post che scrissi tempo fa e che potete leggere qui ; la qualità di un libro è data nel suo complesso dalla forma della scrittura (ritmo narrativo, contenuti non stereotipati e non banalizzati scelte del punto di vista, tipologie narrative, rapporto testo immagine nel caso di libri con immagini ecc.); dall’estetica in senso stretto dell’illustrazione; e anche da complesso del libro, carta, grafica, copertina ecc. E’ per questo che un’insegnante, un libraio, un bibliotecario dovrebbero essere persone preparate per valutare i libri nei loro vari aspetti per poter proporre i libri migliori ai loro bambini e ragazzi in base agli interessi e piaceri di ognuno. Il gusto è intoccabile e insindacabile, la qualità del libro lo dovrebbe essere altrettanto.
  2. Se un libro è brutto e va in mano ad un lettore forte non succede assolutamente niente, con buona probabilità il lettore lo lascerà lì o se arriverà alla fine della lettura gli scivolerà via senza lasciar traccia e passerà ad un libro migliore. MA se invece il primo o i primi approcci di lettura sono con libri brutti allora ecco che si fa un danno: quell’imprinting basato sul principio di piacere non si attiva, non funziona, il libro e la sua esperienza non hanno prodotto nè interesse nè tanto meno piacere nè attivazione cerebrale e dunque il bambino o ragazzo non ricercherà quell’esperienza per iterarla.

Ecco perchè è fondamentale che i libri che proponiamo ai bambini e ragazzi siano di buona qualità, il lavoro che svolgiamo è sempre fatto pensando a chi lettore non è ancora, a chi non ha accesso quotidiano ai libri e per questo la soglia d’attenzione deve essere sempre alta nel proporre i libri.

Pensando alla incredibile esperienza che stiamo facendo con “Lasciami leggere!” che ad oggi comprende 1150 classi di tutta Italia e pensando ai libri a cui i bambini potranno accedere soprattutto attraverso piccole biblioteche di classe e di scuola è bene che la soglia di cura si alzi, a mio avviso. Spesso in classe arrivano libri donati dai genitori che però è bene selezionare con cura e di livello decisamente commerciale, spesso mancano proposte alternative come albi illustrati, silent book, graphic di qualità per età, libri ad alta leggibilità.

Se i bambini e ragazzi si dirigono verso ciò che è più noto, più commerciale è solitamente perché non sanno di avere un’alternativa e noi dobbiamo impegnarci proprio a dare questa alternativa senza giudicare o censurare i primi impulsi di lettura, le prime scelte stereotipate ma dolcemente proponendo altro, di ben altro livello che tuttavia contenga quegli elementi che avevano attratto rispetto al libro inizialmente scelto.

Facciamo un esempio pratico: siamo ammorbati da Geronimo Stilton, Topo Tip e robaccia del genere? Bene, cerchiamo di capire cosa di questi libri piace e troviamo libri di qualità che presentino caratteristiche simili: potrebbe essere il tipo di scrittura colorata e grande, la storia misteriosa, la storia mimetica, il protagonista… di margini ce ne sono tantissimi, ci vuole solo occhio e un po’ di buona bibliografia a disposizione e dove non arriva in questo (la bibliografia intendo) l’insegnante, intervengono i librai, i bibliotecai, noi e tutte quelle figure che lavorano per agevolare l’incontro libro-lettore.

Nel vademecum di lasciami leggere abbiamo messo tra i vari punto questo:

L’insegnante si impegna a lavorare sulla qualità dei libri accompagnando in maniera dolce i lettori a scegliere libri sempre di migliore qualità.

Lo ritengo un punto fondamentale su cui spero davvero si faccia un lavoro importante perché credo profondamente che l’incontro con i libri e le storie possa fare la differenza nella vita, e l’incontro con certi libri e certe storie ancora di più, abbiamo una grande responsabilità e un grande potere e mi pare molto bello!

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