Marie Curie nel paese della scienza

Sapete quanto i bei libri di divulgazione scientifica mi stiano a cuore, quante sfumature e tipologie ne esistano e quanto interessante sia questo mondo. Quindi potete ben immaginare la mia gioia quando mi sono trovata tra le mani la Marie Curie di Irenè Cohen-Janca e Claudia Palmarucci edita di fresco da Orecchio Acerbo.

Non faccio quasi mai distinzione, nello scrivere i nomi di chi ha “fatto” un libro, tra autore e illustratore, per me, e credo così dovrebbe sempre essere con gli albi illustrati di grande qualità, sono entrambi autori; le convenzioni tuttavia vogliono che il primo nome sia quello di chi scrive e il secondo quello di chi illustra, come se ci fosse un qualche primato dell’uno sull’altro. Ecco, se la convenzione così è, ed io le convenzioni le rispetto, in questo caso vorrei dire che il libro è di Clauda Palmarucci e Irène Cohen-Janca perché se c’è un primato, in questo libro ce l’ha indubbiamente la parte iconografica.

Cosa sia Marie Curie nel paese della scienza è presto detto: un albo illustrato che cerca di rendere la complessità della straordinaria figura di Marie Curie, donna vincitrice di ben 2 premi Nobel, uno per la fisica nel 1903 e uno per la chimica nel 1911. Il testo ci porta, cronologicamente e in maniera molto precisa, nel corso dell’intera esistenza di questa donna decisamente fuori dagli schemi e non solo per i suoi tempi.

Ma l’eccezionalità dell’albo sta nella costruzione delle illustrazioni: la composizione di alcune tavole che lascia senza parole (penso, ad sempio a quella in cui le due sorelle si abbracciano o a quella dove si riproducono le cellule del sangue di Marie Curie ormai malata) e, sorpattutto, la scelta di dare a tutto una “luce” di giallina, verdognola, che crea un filtro nella lettura. Un filtro che si sente sin da subito dover aver un senso ermeneutico e così particolare che richiede un’attenzione speciale nel ricercarne la ragione nel testo. E la ragione arriva, quasi verso la metà del libro, quando il testo ben ci racconta che la lavorazione della pechblenda (materiale radioattivo da cui si estrae l’uranio e a cui Marie Curie e il marito lavorano per anni e anni) dà a tutto una patina gialla.

Ecco qui, il libro è talmente intriso nella vita e nel lavoro di Marie Curie che, come lei e le sue cose, i suoi vestiti, ha preso una patina gialla! Non lo trovate magnifico?

Il lavoro della Palmarucci in questo albo è tale che in fondo all’albo due pagine spiegano la nascita e il senso di alcune tavole a dimostrare, o piuttosto a spiegare al neofita come me, come il semplice lettore, non solo la complessità del lavoro di illustrare ma anche la grande ricerca che esso prevede a monte!

Un albo eccesionale che di Marie Curiè incarna tutto, tranne le radiazioni s’intende, ad eccezione di quelle per l’estetica della conoscenza, di quella credo che irradi più che a sufficienza!

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