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Cosa diventeremo?

Ma voi, dite la verità, ve lo siete mai chiesto, cosa diventeremo?

E loro, i nostri figli e bambini con cui lavoriamo, cosa diventeranno, loro?

Il libro di questa rubrica del Friday for future è davvero particolare, un libro direi unico nel suo genere, perché è un libro che non spiega o racconta il metodo scientifico, ovvero la capacità di porsi domande, ma lo mette in atto, chiede, indagfa, moltiplica, e si fa forza dell’estetica per porre domande etiche!

Cosa diventeremo? Riflessioni sulla natura è un libro fotografico di Antje Damm edito in queste settimane da Orecchio Acerbo e che già sta facendo il giro della penisola in varie mostre… forunato chi le incontra ma ancora più fortunato chi incontra il libro!

Innanzitutto si tratta di un libro quasi interamente fotografico, il che rappresenta quantomeno una grossa anomalia nel catalogo editoriale di Orecchio acerbo, poi è un libro che apre e domanda, non chiude mai e non risponde… è un libro se volete imbarazzante, con cui avere a che fare!

Ogni doppia pagina ha due immagini e, quasi sempre, due domande, oppure si alternano nella bipartizione immagine (fotografia per lo più talvolta illustrazione) e domanda.

Il concetto però è sempre lo stesso: non ci sono risposte, o almeno non c’è UNA risposta, ci sono solo domande.

Se ci pensate è un approccio straordinario per un libro che potremmo anche definire – volendo, tra le varie definizioni tutte insufficienti – di divulgazione. Siamo abituati ai libri di divulgazione che, fortunatamente e talvolta in maniera meravigliosa, ci danno risposte, spiegazioni, introduzioni… Certo i migliori libri non lasciano mai fuori le domande, le criticità, la possibilità di apertura, e tuttavia dalla divulgazione tutto sommato mi aspetto risposte, no?!

Beh, non aspettatevele da Cosa diventeremo? Se preferite non consideratelo un libro divulgativo, a me piace pensarlo anche così però e non per quello che di fatto dice o mostra, ma per gli spiragli vertiginosi di deduzioni e pensieri che ogni domanda ed ogni immagine sa scatenare e che sono esattamente ciò che dà il via al processo scientifico di ricerca.

Se vogliamo comprendere cos’è la domanda maieutica, quella che crea, forma, fa nascere e lascia aperte possibilità di dialogo, ecco qui, Cosa diventeremo? è domanda pura, a ciascuno la possibilità non solo di cercare una o tante risposte, ma anche di creare nuove domande perché questo poi succede: chi cerca risposte, e le trova, in qualche modo ad un certo punto ferma la sua ricerca; chi cerca domande non si ferma mai!

Per questo il libro mi sembra perfetto anche per un lavoro con le classi, un lavoro sul pensiero critico, ma anche sulla natura, sulle risposte e chi più ne ha più ne metta!

Cosa vuoi sapere dalla natura?

Sembra la fine del libro ma è solo l’inizio, pronti??

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