I predoni del tempo

Dopo parecchi anni torna in libreria, grazie a Parapiglia che sta rieditando in nuova (bella) veste grafica parte del catalogo de Le nuove edizioni romane, I predoni del tempo di Francesco Enna che lascia sorpresi da moltissimi punti di vista a partire da quello linguistico e della commistione di generi con cui gioca in maniera più che libera.

Volete pensare I predoni del tempo come un romanzo fantasy? Potete farlo!

Come un romanzo quasi fantascientifico?

Come un romanzo d’avventura?

Come una gigantesca metafora sulla gestione del tempo e dell’ignoto da parte del genere umano? Va ugualmente bene!

A me piace consigliarvelo semplicemente come un romanzo in cui una bambina di colore, di nome Susanna, approdata in circostanze misteriose sulla spiaggia di Settebisacce, salva il mondo dall’attacco dei predoni del tempo scesi su Terra 1 dall’antimateria. Susanna scopre l’esistenza di una Terra 2 bidimensionale, in cui accade tutto ciò che accade su Terra 1 ma in dietro nel tempo e in forma piatta: non c’è la terza dimensione su Terra 2, il pianeta è piatto e non tondo ed è per questo che i predoni arrivano a minacciare Terra 2 proprio nel momento in cui Cristoforo Colombo (che però su questo pianeta assume un nome diverso) è in partenza per il suo viaggio, quello che convincerà definitivente della rotondità della Terra, quello che, su Terra 2, metterà in crisi l’intera identità del pianeta. E allora come mai i predoni del tempo si fanno vedere anche su Terra 1? che ruolo ha Susanna con il suo maestro gatto Zorba e il picolo kossovaro invisibile Darko?

Corsi e ricorsi del tempo, canali che si aprono e che minacciano la vita sulle due terre e che solo i bambini, per i loro poteri speciali che scoprono di avere, possono contrastare tra Settebisacce e la Sardegna.

Va bene, scommetto che non ci state capendo niente, non importa: la trama di questo romanzo è piuttosto articolata e i temi che si intersecano molteplici (primi tra tutti quelli dei migranti e delle guerre che rendono questo romanzo sorprendentemente attuale) ma, come sempre, non è il contenuto che fa di un romanzo un bel libro.

Davvero il testo colpisce per la lingua usata e per la costruzione narrativa, una fluidità di testo sorprendente in cui compaiono parole inattese e nuove e soprattutto consonanti in una struttura molto ben curata.

Insomma, sono contenta che questo romanzo sia tornato disponibile e anche la sua forma stretta e lunga e la cura grafica spero gioveranno alla riscoperta di un testo che merita di essere letto, consigliato dagli 11 anni.

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