I mellops prendono il volo

Ci sono dei piccoli libri che senza nemmeno che ce ne si accorga diventano delle pietre miliali delle letture, quelle che poi restano a costituire i mattoncini di cui è fatto ogni lettore.

Come le proteine, le vitamine e tutti gli elementi dell’alimentazione vanno a comporre i tessuti umani, così ogni singola lettura si struttura per dare sostanza dall’umanità del lettore. Le avventure dei Mellops di Tomi Ungere costituiscono quelle vitamine di cui nutrirsi ogni volta che si può e che vanno a sedimentasi per non lasciare più il mondo immaginario del lettore.

I Mellops sono una famiglia di maiali composta da madre, padre e 3 figli maschi. A differenza di ciò che accade solitamente la mamma dei Mellops è una figura piuttosto marginale, che sostiene da lontano con le sue torte e i suoi manicaretti, ma che non si intromette nella relazione padre-figli. Tutte le storie ruotano invece intorno ai componenti maschili della famiglia. Il padre e i tre figli costituiscono un nucleo originario di avventure assolutamente folli. Non c’è nulla che il papà Mellops non tenti sperimentare o costruire, nulla che possa non accadere quando i 4 maialini maschi sono insieme!

I Mellops prendono il volo è un piccolo volume tascabile, curatissimo come le edizioni Donzelli sanno essere, che raccoglie 3 incredibili avventure dei Mellops, la prima dà il titolo al volume e poi seguono I Mellops a caccia di tesori sommersi e I Mellops trovano il petrolio.

Donzelli ha anche pubblicato in cartonato la raccolta delle avvenuture dei Mellops ma devo dire che forse i piccoli tascabili separati sono preferibili, specialmente dal punto di vista del piccolo lettore che se li porta in giro e li maneggia con maggiore semplicità.

I Mellops possono cadere con l’aereo che si erano costruiti da soli, possono naufragare nel fondo del mare, creare un nuovo combustibile per ovviare all’assenza di benzina… insomma, non c’è nulla, ma proprio nulla che i Mellops non possano fare!

Si tratta di un vero e proprio inno all’ottimismo della volontà in cui non trova mai spazio il pessimismo della conoscenza. Altro che coscienza del limite o dubbi sulle proprie capacità, in famiglia Mellops vige solo il metodo empirico governato dalla fiducia.

Il risultato? Storie assurde al limite del nonsense o meglio dell’impossibilità che scatenano il riso e l’incredulità che viene prontamente sospesa per lasciare spazio all’immaginazione.

Una narrazione in pieno stile Ungerer che questa volta mette in scena una vera saga familiare invece che un personaggio estremo di cui raccontare le avventure.

Conoscete i Mellops?

Beh, forse è il caso di farsi invitare a casa loro!

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