Curiosi mammiferi

Potrò sempre disegnare l’elefante asiatico, la tigre, il panda o il gorilla, ma fino a quando faranno parte del nostro mondo?

Se anche tu ci tieni a questi inestimabili tesori, segui il consiglio di Leonardo da Vinci: “Impara dalla natura, lì sta il nostro futuro”

Così si apre, con una dichiarazione programmatica senza possibilità di equivoci, il nuovo magnifico albo di Florence Guiraud Curiosi mammiferi edito in Italia da Ippocampo come il suo precedente bellissimo Curiosa natura.

Ed ecco perché la prima tavola che incontriamo nel libro è dedicata ai cugini primati che forse simbolicamente rappresentano la quinta essenza, per l’autrice, dell’insensatezza del modo in cui mettiamo a rischio il Pianeta e le creature che lo abitano. Così simili e vicine a noi e così in pericolo questi primati aprono la strada alla trattazione storico-scientifica concentrata ed impeccabile che la Guidaud sceglie come proprio approccio divulgativo.

Delle varie tipologie di animali ed anche delle varie caratteristiche selezionale (le corna, le mani e i piedi, i colli ecc., in questo l’albo riprende la scelta di approccio fatta nel precedente Curiosa natura) l’autrice non solo dà una stupefacente riproduzione visiva ma ci racconta i tratti caratteristici della loro sopravvivenza ed anche della loro persecuzione e messa in pericolo da parte dell’uomo. Non mancano nemmeno gli spunti storici molto interessanti per capire quanto indietro possiamo andare nella Storia per valutare il rapporto uomo-animale e in quali termini si sia sempre strutturato e su questo la Guiraud non lascia dubbi (anche perché non ce ne sono): sfruttamento e sottomissione secondo l’unica e sola e terribile prospettiva umana.

Una varietà di creature e una bellezza estetica dell’albo che non possono che catturare e innamorare l’immaginazione e il cuore di ogni lettore, senza alcuna differenza d’età: se i testi possono avere più o meno appeal a seconda del periodo della vita le illustrazioni sono semplicemente bellissime per un bambino di 2 anni ed un adolescente di 15.

E se provassimo davvero a fare come Leonardo e imparassimo dalla natura perché lì è il nostro futuro?

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