Il Gruffalò

Era il 1999 quando molti, moltissimi, bambini incontrarono felicemente incontrato il Gruffalò e non avrebbero mai più dimenticato quel momento.

Oggi, 21 anni dopo, accade esattamente lo stesso: felicità pura e memoria permanente.

Questo è esattamente ciò che fa di un libro, qualunque esso sia, un classico.

Ecco perché Il Gruffalò di Julia Donaldson e Axel Scheffler, edito in Italia dalle edizioni Emme (per la versione in albo illustrato grande) e Elle (nella collana tascabile ed economica degli albumini) con la traduzione di Laura Pelashiar, è ciò che può essere definito un classico per bambini.

Essendo un libro che conoscono milioni di persone e non trattandosi di una novità spesso viene in qualche modo “dato per scontato” e poco raccontato. Io ho fatto così sin’ora, infatti. Poi qualche giorno fa qualcuno mi ha chiesto del Gruffalò, ho notato la sua assenza da teste fiorite e mi è sembrato semplicemente inaccettabile che non ci fosse e sono corsa ai ripari!

A differenza di quanto si possa pensare il protagonista della storia del Gruffalò, che per anni ha avuto per titolo A spasso col mostro e che fortunatamente ha ripreso il titolo originale inglese, non è il Gruffalò bensì il topino che va a farsi una passeggiata nel bosco.

Un giorno un topino allegro e gioioso

andò a passeggiare nel bosco frondoso.

Così inizia la storia che racconta fino a metà la disavventura del topino importunato da vari animali che vogliono mangiarlo on l’inganno. E il tipino, decisamente più sveglio di loro, li inganna a sua volta inventandosi un amico nemico giurato degli altri animali, ovvero il Gruffalò.

[…] Nemmeno si sogna che

il Gruffalò è solo una bella menzogna!

Il topino letteralmente si inventa un nemico e tutto crolla quando il Gruffalò in carne ed ossa gli appare davanti! ed ha proprio

Gli occhi arancioni, la lingua molliccia e aculei violacei sulla pelliccia!

Il topo a quel punto, per scampare alla fame del mostro si inventa un’altra storia: racconta di essere la creatura più temuta del bosco e lo dimostra ripercorrendo a ritroso la strada fatta in precedenza e sfruttando a suo vantaggio il fatto di farsi vedere dalla biscia, dal gufo e dalla volpe in compagnia del temutissimo Gruffalò.

Insomma un gioco di specchi, un gioco di menzogne che diventano verità e tale per cui non si capisce più dove sta il vero e dove sta il falso. Ma se è vero che tutto è bene quel che finisce bene allora l’intera storia si conclude alla perfezione con il topino che liquida persino l’enorme Gruffalò facendogli credere di poterlo mangiare a merenda…

Tra i fiori e le foglie e gli aghi di pino

si siede felice il bel topolino.

Po trova una ghianda… “Mmmmh, è squisita!

Che bella giornata! Che dolce è la vita!”

La coppia Donaldson-Sheffler tenteranno di riprodurre la magia del Gruffalò in moltissimi altri testi scritti e illustrati insieme. Alcuni saranno dei gioiellini come La strega Rossella e Pesciolino, altri avranno un impatto decisamente ridotto – uno dei testi meno riusciti è proprio il seguito del Gruffalò intitolto Il Gruffalò e la sua piccolina – ma la formula di testo in rima, storia avventurosa e tavole perfettamente equilibrate tra realismo e invenzione regge alla perfezione.

Cosa c’è di bellissimo ne Il Gruffalò?

Credo innanzitutto la gratuità della storia, la sua struttura puramente narrativa giocata magnificamente con tutti quegli elementi che più amano i piccoli lettori: dalla rima al tipo di illustrazione. Nel caso poi del Gruffalò, come accadrà in parte anche nella storia della Strega Rossella, sono i piccoli non solo ad avere la meglio sui grandi prepotenti con un gioco di ingegno e perspicacia che ribalda completamente la situazione rovesciando la logica realistica.

Qualche anno fa il Gruffalò è anche diventato un cartone animato che potete vedere qui, l’operazione è buona e rispettosa del testo come non sempre accade!

Ho recensito altri libri della coppia Donaldson-Scheffler qui e qui.

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