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L’esilarante mistero del papà scomparso

Avete presente la scrittura angosciosa, nera, tesa, di Neil Gaiman?

Beh, quella è solo una metà dell’anima del grandissimo Gaiman, probabilmente la migliore – almeno secondo me – l’altra metà invece è quella ironica e un po’… “spaziale” di altre sue opere.

Se in moltissimi sicuramente conoscono la Guida galattica per autostoppisti non so quanto invece sia conosciuto questo libro per ragazzi ironico e divertente: Neil Gaiman, illustrato da Chris Riddel, L’esilarante mistero del papà scomparso, edito da Mondadori.

Il testo racconta di un giorno in cui la mamma se ne va per lavoro e il papà si trova a preparare per i due figli la colazione, essendosi dimenticato di comprare il latte si precipita fuori di casa per riparare e…scompare per molte ma molte ore.

Tornerà a casa sano e salvo, con il latte ma soprattutto con una incredibile e assolutamente assurda storia di rapimenti e salvataggi in spazi interstellari e intertemporali inimmaginabili.

I bambini ascoltano le vicissitudini nel padre con la giusta incredulità, che non sospendono nemmeno per un attimo, e il padre dà prova di davvero grande inventiva.

La storia è davvero assurda e non avrebbe senso raccontarla, regge solo grazie all’ironia estrema che gestisce e governa le dinamiche narrative di un testo che risulterà divertente per i giovani lettori che dovrebbero riabituarsi all’assurdo.

Ma la cosa davvero interessante dal mio punto di vista è l’introduzione dell’autore che ritagliandosi uno spazio a metà tra realtà e finzione, autobiografismo e narrazione, spiega la genesi creativa de L’esilarante mistero del papà scomparso.

L’autore infatti racconta che dopo aver scritto, molti anni prima, quel bellissimo albo che è Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi , ed aver ricevuto decine e decine di lettere, così dice lui, da parte di padri che si sono sentiti non riconosciuti nel loro fondamentale ruolo in famiglia, ha deciso di creare una storia in cui riscattare la figura paterna.

Ai lettori il giudizio sul risultato: questo padre sarà stato migliore del “primo” o avrà peggiorato la situazione, se possibile?

E’ vero che il padre di questo romanzo si prodiga fino all’assurdo ma è anche vero che risulta comunque del tutto inefficiente agli occhi dei figli…

Se ripenso alle figure paterne di altri testi di Gaiman, il padre di Coraline, ad esempio, ci sarebbe proprio da fare un po’ di critica psicanalitica da 5 cent sulla scrittura di questo superbo autore. Ma direi che è il caso di lasciare lì e tenerci quanto di buono questi padri, tutti, riescono comunque a regalarci: quantomeno un sorriso di affettuosa compassione!

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