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E se…?

Il 22 aprile di 6 anni fa sbarcava sul web questo blog e si autodefiniva come un prato in cui fiorire liberamente.

In 6 anni sono fioriti centinaia di libri e migliaia di teste, o almeno così mi piace pensare dati i numeri delle letture e condivisioni e…

Voglio festeggiare con voi questo giorno con un albo di un autore straordinario… si intitola E se…? è del genio di Antony Browne ed è stato edito da poco da Camelozampa.

La storia è quella di un bambino invitato alla festa di compleanno di un compagno, la mamma lo accompagna ma non ricorda il numero civico giusto e decide dunque col figlio di percorrere l’intera strada passando in rassegna casa per casa per trovare quella giusta.

Joe, il bambino protagonista, già non convinto in partenza del partecipare alla festa, man mano che percorre la strada esprime tutti i suoi dubbi che la mamma si affretta a sciogliere.

E se alla festa c’è qualcuno che non conosco?

E se ci sarà un sacco di gente?

E se non mi piace quello che c’è da mangiare?

E via così, le classiche domande che esprimono l’ansia provocata dall’idea di andarsi ad infilare in una situazione nuova ad alta potenzialità di frustrazione emotiva o, quantomeno, di sollecitazione emotiva.

Ad ogni domanda la mamma trova una risposta positiva e propositiva sensata (si sforza fino all’ultimo). Ed ogni volta segue, alla tavola con a sinistra il dialogo che si ripete tra Joe e la mamma, segue una doppia tavola da voyer, in cui guardiamo dentro le case che NON sono quella giusta…

Gli abitanti delle varie case sono uno più incredibile dell’altro, le citazioni si sprecano (guardate questa qui sotto, ad esempio), ogni casa, con i propri abitanti diventa correlativo oggettivo del timore di Joe: la quantità e il tipo di cibi, il numero di persone, gli sconosciuti ecco che diventano, rispettivamente, una masnada di personaggi alla Lewis Carrol che si affannano attorno e sopra una tavola di tè, un elefante gigantesco che occupa uno spazio troppo piccolo, degli alieni con le orecchie a punta…

L’umore di Joe, la sicurezza della mamma, peggiorano passo dopo passo e l’illustrazione ci restituisce questa discesa verso l’incertezza che aumenta rabbuiando le tavole. La luce si fa sempre più scura a dar colore, come solo Brown sa fare, allo stato d’animo dei protagonisti. Una discesa verso lo scuso e l’inatteso fino alla porta giusta della festa in cui un compagno nell’ombra esce (dentro è pieno di luce) a prendere Joe, la mamma lo lascia titubante e torna a prenderlo quasi terrorizzata e invece…

Noto solo che quando è la mamma ad avere dei dubbi l’ordine delle tavole si inverte, i dubbia vanno a destra mentre a sinistra abbiamo la tavola accogliente dei bambini che a braccia aperte accolgono Joe.

Il buio si squarcia e la luce invade il sorriso di Joe e la tavola dell’illustrazione a fugare ogni dubbio, ogni “e se…?” di Joe e della mamma…

Il sorriso di Joe non può che richiamare alla memoria l’ampiezza e luminosità del sorriso della nonna di Nel bosco. Quando la paura, il sospetto, l’ansia e addirittura l’angoscia che il bambino protagonista prova – e che Browne sa riprodurre alla perfezione tra colore e espressività – si risolvono la luce invade le illustrazioni. Arriva il sorriso e con esso la luce e il colore a risollevare l’animo del lettore insieme a quello del protagonista.

Se E se…? torna su luoghi (tematici e iconografici) tipici di Antony Browne il libro ha secondo me qualcosa di meno forte rispetto agli altri suoi testi. La narrazione lascia poco spazio all’interpretazione, sviluppa tutto in modo esplicito, più esplicito del solito e questo forse dà meno forza alla narrazione nel suo complesso. Ma possiamo benissimo esercitarci nel piacere del gioco interpretativo e dell’analisi, i giovani lettori lo faranno sicuramente, nelle doppie tavole in cui guardiamo nelle vite degli altri, nelle storie degli altri.

E se ogni finestra ci aprisse una nuova storia da raccontare?

E se provassimo a guardare dall’esterno la nostra casa come apparirebbe?

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