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La storia che avanza

Vi ricordate che qualche settimana fa avevo tirato fuori alcuni albi illustrati a fotografia?

Ecco tra questi occupa un posto davvero interessante La storia che avanza di Alessandro Lumare, edito da Artebambini.

Si tratta di una sorta di esperimento narrativo tra favola e Storia applicata allo alla fotografia e al tempo stesso al linguaggio, un libro su cui davvero si potrebbe “lavorare” su moltissimi piani a molte età.

La storia della favola – c’è una morale e il rimando a modelli di favola classica è esplicito e per questo mi pare di poter parlare in questo caso anche di un adattamento del genere favolistico – viene raccontata dall’autore attraverso un piatto, degli avanzi di cibo e, in qualche caso, le sue mani.

Tanto tempo fa… così iniziano le storie no?

E così inizia questo albo che poi ci racconta di un seme che cade, delle intemperie che deve sopportare, della sua vita…

E della vita dopo di lui….

La storia della natura, ma anche la storia di un paesaggio la cui eccezionalità sta principalmente nella scelta della modalità narrativa che dà un senso divergente e complementare al titolo:

La storia che avanza fa pensare immediatamente, sfogliando il libro, al residuo di cibo che resta nei piatti e con cui Lumare gioca, è una storia di resti, di avanzi, appunto. Ma la storia che avanza è anche un storia che prosegue, che continua, che si protende verso il futuro.

Che strano, a pensarci, questo doppio significato del verbo “avanzare”: da un lato ciò che resta dopo che qualcosa di è compiuto, quindi qualcosa di meno importante, in qualche modo, di ciò che c’era prima; ma allo stesso tempo il procedere dritto verso la direzione temporale… quasi che il futuro fosse il residuo della Storia.

Il primo è un senso della parola giocata sul concetto di contenuto e spazio, il secondo su quello di tempo.

E chissà perché tutto questo mi fa venire in mente un libricino bellissimo di Agamben sul tempo che resta che è il tempo in cui si manifesta la venuta del messia. Un tempo, anche quello, che sembra residuale, un resto, un avanzo, ma nel quale si esprime il futuro…

Dove può portare una riflessione sul linguaggio, sul senso e sulle storie e sulla Storia di questo tipo?

Sperimentatelo! Sperimentatelo con piccini di 3 anni ma anche con adolescenti di 16 !

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