fbpx

One fish, two fish, red fish, blue fish

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

One fish, two fish, red fish, blue fish

Età: dai 4 anni
Pagine: 62
Formato: 17,3 x 23,83
Anno: 1999 (I^ edizione 1960)
Editore: Random House Children Books
Autore: Dr. Seuss

L’insegnamento a distanza diventa ogni giorno più complicato. Bisogna riuscire a raggiungere contemporaneamente tutti e ciascuno, proponendo tutte le materie… non solo italiano e matematica.

Oggi la mia cartella è “leggera”.

Leggero è il libro che contiene. Metaforicamente parlando.
E leggero non è certo sinonimo di frivolo, anzi! Oserei dire, piuttosto, “squisitamente ironico”.
La mia cartella oggi contiene un libricino di medie dimensioni, copertina cartonata, gialla con su disegnato…
un pesce (one fish)
due pesci (two fish)
un pesce rosso (red fish)
un pesce blu (blue fish)

State pensando che la quarantena cominci darmi alla testa?

Forse sì… ma ancora per un mesetto cercherò di resistere!
Questa settimana è venuto in supporto alla mia didattica a distanza il Dr. Seuss, alias Theodor Geisel, uno dei più grandi scrittori americani di “children’s literature”. La determinazione e la motivazione che hanno caratterizzato quest’autore dovrebbero, a mio avviso, far parte del bagaglio delle competenze di ciascun alunno e il traguardo che ciascun insegnante si dovrebbe porre per i propri alunni.

Dr Seuss

Theodor Seuss Geisel, alias Dr Seuss come lui stesso si firmava, inizia la sua carriera scrivendo articoli e disegnando cartoons per riviste come “Life”, “Vanity Fair”, “Liberty”. Si racconta che nel 1936 durante un viaggio su una nave che lo stava portando in Europa per una vacanza, sia stato ispirato dal rumore dei motori per scrivere il primo dei suoi libri per bambini, “And to Think That I Saw it on Mulberry Street”, libro che fu rifiutato da 43 editori! Quarantatre!
La svolta arrivò nel 1954 quando “Life” pubblicò un articolo sull’analfabetismo dei bambini in età scolastica. L’editore di Geisel gli mandò una lista di 400 parole e gli chiese di scrivere un libro per bambini usandone solo 250. Theodor Geisel ne usò 220 e scrisse il conosciutissimo “The Cat in the Hat”. Da quel momento divenne uno dei più importanti scrittori per bambini. I suoi libri utilizzano poche parole (le prime che i bambini imparano a leggere) per raccontare storie incredibili.

Per cominciare

Il libro di cui oggi vi narrerò la lettura, infatti, è catalogato come “Beginner Books”: una collana di libri indicati per l’avvio alla lettura autonoma.

Ovviamente questa collana con “avvio alla lettura autonoma” si riferisce ai bambini di madrelingua inglese.
A mio avviso, questo libro può esser proposto a dei bambini italiani a partire dalla classe seconda scuola primaria con la mediazione di un adulto e come lettura indipendente a partire dalla classe quinta scuola primaria o classe prima della secondaria di primo grado.
Leggere un libro in lingua originale, credo possa esser un valido espediente per insegnare la lingua inglese in maniera autentica. Autentica non significa ineccepibile da parte dell’insegnante (lungi da me tale pretesa). Autentica in quanto propone uno stile di apprendimento che si avvicina più ai meccanismi cognitivi innati che non all’insegnamento inteso come mera realizzazione di un “programma”.

“One fish, two fish, red fish, blue fish”

Perché la scelta di questo libro… Lo scorso gennaio il tema dell’incontro del gruppo di lettura “Il libro Peloso”, di cui faccio parte, era proprio “L’autore: Dr. Seuss”.

In quell’incontro rimasi letteralmente affascinata dai testi in lingua originale. La lettura sortì in me un magico effetto ipnotico. Ho provato il piacere del suono, indipendentemente dal senso e dal significato delle parole stesse. Un gioco di rime che mi incantava, la stessa sensazione che provo leggendo le filastrocche di Bruno Tognolini, le poesie di Chiara Carminati o i testi di Gek Tessaro.

Ai miei alunni ho inviato il video della lettura ad alta voce. Come se fossimo in classe… solo noi! Ovviamente non ho proposto la lettura integrale del testo ma solo delle prime pagine che calzavano a pennello con quanto studiato assieme sinora: numeri, colori, opposti.

One fish, two fish, red fish, blue fish

From near to far,
from here to there,
funny things
are everywhere!

Un libro che può accorciare le distanze e… far divertire.

Commenti a caldo

La prima reazione da parte di qualcuno è stata:
“Eh, maestra… non ho capito niente…”
Poi ho consigliato di riascoltare il video più volte.
“Ah, ora si capisce…”
Eppure non è stato tradotto e nemmeno letto più lentamente.
Sappiamo bene come negli albi illustrati le illustrazioni giocano un ruolo fondamentale nella struttura narrativa. Nello specifico caso, tale ruolo, assume ancor più valore, in quanto, oltre a completare quanto narrano le parole, mediano il loro significato, facilitandone la comprensione.

Ci sono diversi stili di apprendimento:

quello visivo verbale, quello visivo iconografico, quello uditivo e quello cinestetico. A volte due o più stili possono coesistere. Sicuramente, nell’approccio ad una nuova lingua, le immagini rappresentano un linguaggio universale. Esse sono accessibili a tutti e introducono gradualmente nella delicata area della novità, di ciò che non si conosce.
In “One fish, two fish, red fish, blue fish” (e in generale nei libri di Dr.Seuss) le immagini sono ben definite (con contorni neri marcati), colorate, espressive.
Inoltre, nell’apprendimento di una lingua, nella fase iniziale l’ascolto, e l’allenamento in tal senso, è l’obiettivo principale. Delle quattro abilità linguistiche: parlare, ascoltare, leggere e scrivere, le più importanti per l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria sono le oral skills, ossia le prime due: listening e speaking.

I pesci di Julian III che mi ha suggerito il libro in cartella di questa settimana

Tornando ai commenti dei bambini…

“Maestra, ma è in rima? Si possono fare le rime anche con le parole in inglese? Che forte…”
“Ma cosa centra le cose che dicono… è un po’ matto questo libro…”
“Fa ridere!!!”
“Io non ci ho capito niente”
“Invece io sono riuscita a capire quasi tutto…”
“Io ho capito che fish è pesce guardando il disegno…”
“Maestra lo sai che il mio giocattolo preferito è proprio un pesciolino blu?”
“Io ho riconosciuto i numeri, perché li so tutti fino al venti!”
“Io sapevo che car è macchina perché abbiamo appena studiato i giocattoli e le macchinine sono i miei giocattoli preferiti e poi c’è anche il cartone animato Cars”
“I disegni assomigliano a quelli del Grinch, io ho visto il film a Natale”
“A me piacciono tutti i libri, anche quelli in inglese”
“La prossima volta ci leggi un altro pezzetto?”

I bambini cominciano ad essere stanchi.

Io pure… d’altronde siamo quasi a fine anno.
Sono convinta che la bravura di un insegnante non stia nel “completare tutte le pagine del libro”, ma nel riuscire a proporre (se non a far amare) tutte le materie con un approccio positivo per ciascuna di esse. Quindi a volte bisogna saper rimodulare il tiro e ridimensionare le richieste. Ecco allora la mia: un semplice disegno.
Disegnare un pesce riesce facile anche a chi dice di non saper disegnare. E disegnando si fissano le parole nella memoria consolidando le oral skills.

Interessante vedere come i bambini trasformano le conoscenze in abilità, unendole e trasformandole così in competenze. Un bambino che assimila e ripropone, rielaborando a modo suo, i contenuti significa non solo che li ha compresi fino in fondo ma che riesce anche ad applicarli alla sua realtà e a rinnovarli. Così l’apprendimento risulta efficace.

Per concludere

“Why are they
sad and glad and bad?
I do not know.
Go ask your dad.”

Vorrei dedicare un pensiero a quelli che io ho nominato “i dad della DaD” [i papà della Didattica a Distanza n.d.R.]. Quei “papà” che in questo lockdown hanno saputo supportare i figli in verifiche formative, compiti di realtà e i laboratori più originali… risposto alle domande più disparate dei docenti… certo, certo… anche le “mom”… ma va riconosciuta ai “dad” una dote davvero innata nello sfoggiare quell’irriverente e sottile critica ironia senza la quale a volte questa DaD sarebbe stata davvero “sad” (oltre che oggettivamente impossibile)!

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!