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Storia universale

Care teste fiorite, oggi vi propongo un testo davvero eccezionale, secondo me, per la rubrica del Friday For Future con cui teste fiorite si impegna a sostenere e direi spingere la conoscenza a favore del Pianeta.

Ecco, il testo di oggi non è un libro bensì un breve singolo testo che simbolicamente e direi programmaticamente chiude le Favole al telefono di Rodari. E già, nessuna sorpresa, nelle Favole di Rodari c’è tutto, e se sono dei classici è proprio perché dentro non solo ci troviamo il presente di ogni epoca, ma anche il futuro!

Ecco dunque il mio pensiero di oggi per il Pianeta…

In principio la Terra era tutta sbagliata, renderla più abitabile fu una bella faticata. Per passare i fiumi non c’erano ponti. Non c’erano sentieri per salute sui monti. Ti volevi sedere? Neanche l’ombra di un panchetto. Cascavi dal sonno? Non esisteva il letto. Per non piangersi i piedi, né scarpe né stivali. Se ci vedevi poco non trovavo gli occhiali. Per fare una partita non c’erano palloni:mancava la pentola e il fuoco per cuocere i maccheroni, anzi a guardar bene mancava anche la pasta. Non c’era nulla di niente. Zero via zero, e basta. C’erano solo gli uomini, con due braccia per lavorare, e agli errori più grossi si poté rimediare. Da correggere, però, ne restano ancora tanti: rimbiccatevi le maniche, c’è lavoro per tutti quanti!

Quanta perfezione in un testo in cui c’è tutto? Il progresso, l’ammirazione e la critica al genere umano, il potere del lavoro e della volontà e l’attenzione alla Terra ribadita inconfutabilmente dall’illustrazione di Munari per questa ultima pagina del capolavoro di Rodari.

Dunque che aspettiamo? C’è lavoro per tutti quanti, pronti a rimboccarsi le mani per la Terra e per i suoi abitanti!

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