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Gatti come noi (mi manchi, dove sei?) di Jimmy Liao

Care teste fiorite,

buon lunedì!

Vorrei accompagnarvi in questo inizio di settimana con un libro che mi pare adatto a raccontare il tempo, le ferite che esso porta e, soprattutto, la vita che si riprende la forza, la speranza che torna, il colore che irrompe anche nella tristezza e disperazione.

Questo albo, lungo, denso, ritmato che oggi voglio provare a raccontarvi è Gatti come noi (mi manchi dove sei?) di Jimmy Liao, edito da Terre di mezzo grazie alla traduzione di Silvia Torchio.

La storia è presto detta: una coppia si lascia e dal momento in cui lui se ne va di casa anche la adoratissima gatta di famiglia scompare. inizia una era e propria quete in cui la protagonista insieme alla gatta cerca se stessa, e ricerca i luoghi della propria relazione in cui essa si è persa o si è compromessa fino a perdersi, come la gatta…

Ve lo dico subito perché non è nel finale la forza del libro: la gatta infine torna a casa e, con lei, metaforicamente, la protagonista recupera se stessa.

La protagonista del libro è dunque sia la gatta scomparsa che la voce narrante rappresentate nelle illustrazioni dal gatto bianco a macchie blu e da quello giallo a righe aranzioni.

Ma i veri protagonisti di questo albo lungo, com’è tipico di Jimmy Liao, sono i colori e le illustrazioni prima di qualunque testo e storia e contenuto.

Volete 3 elementi per descrivere Gatti come noi?

OK, sto al gioco e ve li do: 1- il ritmo narrativo scandito dalle tavole prima ancora che dal testo; 2- il surrelismo nell’uso di colori ed immagini; 3- il giallo e il blu che governano ogni altro colore ed ogni relazione tra piani di significato e tra piani narrativi.

Primo elemento: questo libro davvero potrebbe servire, come pochi altri, a spiegare e dimostrare come funziona la costruzione del ritmo narrativo: ad una serie di tavole divise nelle due pagine che sostengono il procedere della narrazione si alternano doppie pagine in cui il testo è sempre il medesimo:

“Hai visto una gattina con le macchie blu?

E’ la mia gatta adorata e si è smarrita.

Se la vedi avvertimi, per favore.

In qualsiasi momento, giorno e notte”

Questa frase, sempre identica, sempre su una doppia pagina direi intrisa più che densa di colori e di disegni, torna 6 volte ad intervalli irregolari con le singole pagine che alternano testo e illustrazione.

L’ultima volta che compare una tavola doppia – di un blu che come esiste il blu Klein potrebbe essere un blu Liao (vedi anche l’albo del La pietra blu edito da Camelozampa ecc.) – la tensione inizia a sciogliersi, una qualche informazione sulla gatta a macchie blu mimetizzata nel blu, inizia a trapelare e da lì intuiamo che stiamo andando verso la conclusione della storia.

Il surrealismo in questo testo di Liao emerge soprattutto in alcune tavole che afferiscono, anche se non esplicitamente, all’onirico, alla confusione tra il sogno e la realtà o tra l’incubo e la realtà;

Infine l’uso dei colori che decisamente può sorprendere per la sua forza il lettore che incontri Liao per la prima volta ma che invece rassicura e rincuora l’amante dei libri di questo autore. Chi ama Liao credo non farebbe fatica ad individuare proprio nel cromatismo uno degli elementi di puro amore… il cromatismo e poi qualcuno dice la poeticità dei testi.

Io francamente non amo la parola “poetico” che in italiano suona fumosa, confusa… un po’ naive forse. Certo i testi di Liao lasciano molto al non detto e non temono la creazione di suggestioni e metafore che parlano più al profondo che alla superficie ma non so se mi sentirei di usare la parola “poetico” per questo tipo di testo.

Un albo bello da vedere, bello da tenere in mano, bello da regalare. Un albo d’amore in ogni senso in cui gli amanti dei gatti, ma non solo, ritroveranno un inno all’umanità dell’animale e viceversa, non a caso il titolo è Gatti come noi ovvero noi umani che gatti non siamo ma in questo caso lo diventiamo proprio.

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