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Passeggiata col cane

Avete un cane?

No?

Peccato, non sapete cosa vi perdete, comunque, a a maggior ragione se non ce l’avete potete sperimentare l’emozione di farci una passeggiata insieme con un albo a dir poco sorprendente….

Si intitola Passeggiata col cane, è di Sven Nordqvist ed esce oggi nelle libreria grazie a Camelozampa.

Qualcuno lo definirebbe forse un libro brulicante, ovvero uno di quegli albi illustrati con talmente tanti dettagli da perdercisi dentro alla ricerca di personaggi ecc. Di sicuro c’è che siamo davanti ad un albo illustrato di grandi dimensioni senza parole…e mi viene dire meno male!

C’è talmente tanta “roba” in questo testo, in questo moltiplicarsi e aggrovigliarsi di storie, che le parole sarebbero davvero di troppo!

Tutto inizia con un bambino che attaccato al guinzaglio di un mega cagnone bianco saluta la sua nonna, evidentemente si è offerto di far fare il giretto al cane… La tavola successiva (si tratta di fatto delle uniche due tavole separate mentre tutto il resto del libro procede per doppie immense tavole uniche) ci porta alla stazione ad individuare il bambino e il cane bianco tra i passeggeri di un piccolissimo vagone biposto di un piccolissimo trenino di quelli che trovate, per esempio, se fate le gite nelle miniere o in quei magici castelli delle giostre alle feste cittadine.

Voltiamo pagina e siamo in altri mondi, ogni voltapagina una densità narrativa e di popolazione diversa, non è chiaro i quali e quanti mondi ci troviamo, noi lettori, insieme ai protagonisti, l’unica certezza che rincuora il lettore è che il bambino e il cane sono sempre lì, insieme a noi.

Ogni spazio che ci troviamo ad attraversare, noi con lo sguardo, cane e bambino a piedi, è perfettamente in sè coerente ma altrettanto sempre surreale, di quel surreale che non farebbe fatica a rientrare nella categoria del nonsense.

Mondi fantastici, forse sarebbe il caso di dire meravigliosi, il bambino è un maschio, nel buco ci si infila grazie a una treno in una galleria e non seguendo la galleria di un coniglio, il compagno di viaggio (o forse la guida) non è un coniglio ma bianco lo è di sicuro e non finiscono qui certo le affinità col modello per eccellenza del meraviglioso che è Alice nel paese delle meraviglie.

In alcune doppie tavole – come in quella al chiuso in un luogo che sembra uno studio di giocattoli o qualcosa del genere, per altro sott’acqua (a giudicare dai pescioloni che sbirciano dalle finestre) – sembra che ci sia un movimento temporale oltre che spaziale: il bambino e il cane si trovano due volte nella stessa doppia pagina: è passato del tempo evidentemente, forse anche dello spazio, chissà, qualunque cosa sia trascorsa è nascosta in quel luogo eccezionale e meraviglioso che è il centro della pagina, quello che sembra risucchiare parole storie e immagini al centro.

La passeggiata è lunga ed amena, direi a tratti faticosa, decisamente sorprendente, e si chiude con il ritorno a casa dalla nonna, siamo di nuovo in una tavola unica ad eccezione di quell’albero posto al centro tra le due pagine a dirci che la storia è finita, per ora, ma che tutto è ancora possibile e immaginabile perché il meraviglioso è dietro ogni angolo, dove meno te lo aspetti, anche solo quando porti fuori il cane!

Un albo su cui potremmo stare giorni e tentare ogni tipo di analisi, e per questo l’ho voluto prendere a “modello” per provare le mie carte di teste fiorite, ma anche un albo in cui possiamo goderci il silenzio del mondo reale per tendere l’orecchio al brulichio di rumori vitali e caotici del mondo dentro le pagine!

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