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Prendere il volo. Storie di uccelli caduti dal nido e finiti in buone mani

La prima rondine che ho salvato, in realtà solo poi scoprii essere un rondinone, la chiamai Marilù.

Non ho idea davvero se fosse maschio o femmina ma scelsi quel nome. La raccolsi stremata caduta per terra ai piedi delle mura di Bari antica (rientrava dalla migrazione dall’Africa) e, siccome ero di ritorno a Venezia e lei non era assolutamente in grado di muoversi, parola di veterinario, la riportai con me al nord Italia in una scatola. Stette con me ancora alcune settimane per essere curata del tutto e per assicurarmi che potesse riprendere il volo e poi la detti in custodia agli esperti del WWF per la rimessa in libertà tanto più che la mia Marilù si sarebbe trovata sballata nei suoi piani almeno di 800 kilometri.

Quando raccolsi Marilù non so cosa avrei dato per avere tra le mani Prendere il volo. Storie di uccellini caduti dal nido e finiti in buone mani di Marina Marinelli e Silvia Molinari, il nuovo titolo della collana PiNO dei Topipittori.

L’approccio che l’autrice sceglie non è nè enciclopedico nè metodologico nè qualsiasi altro aggettivo vi venga in mente e che vi suoni come “già visto” o “noioso”. No. L’approccio che la Marinelli sceglie e che la Molinari illustra splendidamente con i suoi acquerelli che direi amorevoli tanto si prendono cura di questi uccellini, è un approccio esperienziale. Dei diversi tipi di uccelli che incontriamo nel libro ci viene raccontato cosa fare e come comportarci nel caso di ritrovamento e poi di rimessa in libertà.

Certo che ci sono i dati scientifici, ci mancherebbe altro, siamo in una collana di divulgazione! Certo che ci sono anche i dettagli e i termini ornitologici che un libro di divulgazione deve avere…però c’è decisamente molto di più.

C’è la relazione uccello-umano.

Una relazione in cui fortunatamente l’umano non lo vediamo mai, ma che sappiamo esser stato lì per raccogliere questi uccellini, per studiarli e per condividere con noi la sua esperienza. Oppure l’umano è il lettore che dell’esperienza raccontata in questo libro trae spunto e ispirazione e magari anche guida. Se penso a me e Marilù direi che la Marinelli e la Molinari ci avrebbero fornito un bell’aiuto in più!

Alla fine del libro troverete anche una doppia pagina con alcune specie di uccelli comuni nelle nostre città su cui magari il lettore può cercare informazioni da sè!

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