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Ursula. La vita di un orsa nei boschi d’Italia

Ve la ricordate Lupinella?

La storia del primo anno di vita di una lupacchiotta italiana?

Ho amato moltissimo quel libro, dall’impatto bellissimo con la copertina e le illustrazioni interne di Mariachiara di Giorgio alla storia ben narrata in prima persona da Giuseppe Festa.

Così sono stata molto felice di scoprire che Lupinella ha una sorella libro, una sorella orsa di nome Ursula.

Ursula. La vita di un’orsa nei boschi d’Italia è un libro tra narrazione e divulgazione appena edito da Editoriale Scienza, firmato da Giuseppe Festa e Mariachiara di Giorgio (sarebbe stato bello vedere anche il suo nome in copertina) con il sostegno importantissimo della Orsologa Valentina, operatrice del Muse di Trento grazie al contributo del quale questo libro ha visto la luce.

Dal punto di vista dell’organizzazione il libro rispecchia il precedente di Lupinella, e questo ci fa ben sperare che la cosa possa diventare una bella collana: ci viene presentata la famiglia di Ursula, ogni capitolo corrisponde ad un preciso tempo di vita della cucciola che incontriamo appena nata; il libro si chiude quando la cucciola ormai è grande per sognare di diventare come la sua mamma Genziana, dopo 2 anni e 4 mesi; alla fine del libro troviamo dei suggerimenti di giochi e attività legate all’ecosistema del bosco; la narrazione è sempre completata da riquadri immediatamente riconoscibili affidati all’orsologa che, fuori dal contesto narrativo, dà delle indicazioni scientifiche rispetto a ciò che a Ursula sta accdendo.

Quello che cambia naturalmente è che gli orsi hanno abitudini e vite e caratteristiche molto diverse da quelle dei lupi e a prima cosa la si nota immediatamente, aprite il libro, andate alla pagina successiva al titolo con il colophon e vedrete che nella presentazione della famiglia di Ursula il papà non c’è… o meglio è indicato con un bel punto interrogativo.

Nelle abitudini naturali degli orsi la tana e la crescita dei cuccioli vengono curati dalla sola mamma e questo cambia notevolmente tutta la faccenda.

Ursula, a differenza del suo fratellino Fungo è una gran dormigliona ed ogni capitolo si conclude con un bello sbadiglio che accompagna la crescita dell’orsa da cucciola ad adulta aiutandoci a capire che l’orso ha un proprio carattere, proprio come gli umani, che mantiene delle caratteristiche per tutta la vita.

Ursula è indubbiamente un libro di divulgazione che ci aiuta moltissimo a conoscere gli orsi però è al tempo stesso un libro con una buona narrazione che si lascia leggere, se lo voglia, senza “secondi fini”, Orsologa e gli approfondimenti intervengono solo se la nostra volontà di lettori lo vuole. O, viceversa, se siamo amanti degli orsi e meno della lettura possiammo affidarci all’orsologa e lasciare un po’ da parte l’autonarrazione (siamo anche qui in una focalizzazione tutta interna con prima persona) di Ursula.

Benvenuta Ursula, speriamo che visiterai tante scuole e che ti leggeranno tanti bambini!

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