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La seconda avventura

Tra le mie letture estive ho appena concluso e non posso che condividere con voi un romanzo per ragazzi che mi ha parecchio incuriosito innanzitutto per la sua struttura ma anche per il contenuto della narrazione.

Si intitola La seconda avventura l’autore è Simone Saccucci ed è edito da Giralangolo nella collana che ha appena vinto il premio Andersen come migliore collana di narrativa.

La storia è i per sè curiosa: una ragazza di circa 16 anni scappa da casa con il camion del padre (che faceva evidentemente il camionista) diretta verso non si sa dove, semplicemente in fuga dal suo passato che non conosceremo mai fino in fondo nemmeno a conclusione del libro. Durante il suo viaggio raccoglie una donna anziana con una borsa a fiorellini, mezza muta che però canta come un fringuello, lei sa perfettamente dove andare: Innisfree.

Si aggiunge verso la fine, alla strana coppia piena di segreti un papà con la una bambina con una protesi ad una gamba…

Il mistero si infittisce ma direi che la cosa ci interessa fino ad un certo punto, scopriremo man mano che tutti (ad eccezione della piccola Sara) sono ricercati dalla polizia per motivi diversi, che la vecchietta ha un nome diverso da quello dichiarato, che probabilmente è scappata da un carcere psichiatrico ecc. ecc. Nessun filo della trama viene sciolto alla fine dell’intreccio ma ciò che proprio risulta intrigante del tutto è lo sviluppo dell’intreccio che almeno per una buona metà del libro si interseca letteralmente con un racconto del 1978 di un’ispettore che indaga sull’omicidio di un certo Domenico Pelliccia… che forse in qualche modo c’entrerà con la storia di Bianca la ragazza figgitiva sul camion e con Siria, la vecchietta diretta a Innisfree sulla scorta dei versi di una poesia di Yeats.

A parte queste incursioni che si riconoscono per cambio di font e per un simbolo grafico in apertura e chiusura, tutta la narrazione è in prima persona con focalizzazione interna: noi siamo la ragazza che guida il camper con tutti i suoi dubbi, i suoi rimorsi e la sua voglia di ripartire per una seconda avventura della vita visto che la prima, evidentemente, ci pare di capire, non deve essere andata proprio bene…

La nostra protagonista si ispira ad un modello al quale mentalmente si rivolge in continuazione: si chiama Iwona, è una bellissima bionda che invece di fare la modella fa la camionista e che soprattutto è una youtuber molto ma molto seguita… Iwona esiste davvero e seguendo il link approderete al suo canale. Ed ecco qui che reale e letterario si intersecano portando i lettori dentro e fuori e parlando al tempo stesso a loro della loro esistenza e dei loro gusti e passioni.

Forse non del tutto mi convince il modo in cui il secondo livello di narrazione, quello del detective al passato con focalizzazione diversa, si interseca al primo livello narrativo fino a poi lasciarlo del tutto ma nel complesso il romanzo mi ha tenuto attaccata e credo sia una lettura più che convincente per un adolescente in cerca di avventura, che sia la prima, la seconda, o quella di qualcun’altro poco importa. La letteratura è qui per questo!+

E’ la nostra avventura, anzi la nostra seconda avventura. Perché la prima è quella che abbiamo alle spalle e che un po’ vorremmo cancellare e un po’ rivivere, un attimo soltanto, per fare pace e poter ricominciare

E se la prima avventura per la giovane protagonista non fosse altro che l’infanzia da cui staccarci con dolore e con affetto?

E se questo libro diventasse anche un ponte verso la poesia di Yeats e verso la nuova vita che inizia per queste crisalidi che sono gli adolescenti che trovano negli youtuber i modelli più incredibili e che cercano nell’avventura l’adrenalina per dare senso alla propria esistenza?

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