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La stagione dei frutti magici di Levi Pinfold

La famiglia Orzodoro vive in periferia ed ha un campo che coltiva, sono anziani, forse ormai non si aspettano più molto dalla vita e invece….

La stagione dei frutti magici di Levi Pinfold edito da Terre di mezzo è un albo illustrato al tempo stesso potente e inquietante… di quelli di Pinfold, che è un autore che ama lavorare sulle inquietudini che siano interiori o provenienti dall’esterno di noi stessi, La stagione dei frutti magici è a mio parere quello più inquietante soprattutto dal punto di vista iconografico.

Alla scoperta di una specie di mega fiore di carciofo un po’ fluorescente segue la storia della nascita di un bambino verde. Gli Orzodoro non credo si aspettassero più da molto tempo l’arrivo di un bambino, non siamo mica nella Bibbia qui! Però molto biblico sembra essere il racconto delle prodigiose magie di cui questo bambino è involontariamente causa e effetto.

Più lui cresce più la natura si rigenera, la casa degli Orzodoro si riempie di rami e piante, l’orto trabocca, tutto ciò che esiste intorno a loro diventa invaso da una natura che cattura con la propria vitalità.

Il signor Orzodoro sembra sempre più entusiasta di questo piccolo messia della natura, sua moglie vede solo il disastro intorno….chissà cosa vedremmo noi se ci accadesse, chissà cosa vedrebbero i bambini invece in questa parabola naturale!

Dei vari albi straordinari di Pinfold questo non so che successo abbia avuto, la casa editrice lo dà come non disponibile a dirci è stato esaurito e non più ristampato, indubbiamente è un libro metaforico e inquietante che però credo sarebbe bello far interessare i giovani lettori, chiedere loro di darne una lettura, di farne una profezia.

Parabola, profezia o metafora che sia questo albo ci racconta di una rinascita portentosa e surreale forse ancora possibile se ci prendiamo cura della nostra natura come di un bambino, mi pareva un albo perfetto per il nostro Friday For Future!

p.s. In lingua originale l’albo ha titolo e copertina del tutto diversi, si chiama Greenling (che credo sia piuttosto difficile da tradurre) e mi sembra sempre interessante rilevare questi movimenti del mondo editoriale per cui i libri possono cambiare di forma e natura spostandosi da un Paese all’altro.

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