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“Rufus. Il pipistrello a colori” di Tomi Ungerer

Era il 1980 quando Rufus il pipistrello a colori di Tomi Ungerer venne pubblicato per la prima volta in lingua originale.

Oggi questo albo torna finalmente disponibile grazie a Lupoguido che piano piano sta riproponendo tutti i titoli di Ungerer che raccontano di animali speciali e della loro speciale relazione col genere umano. Dopo Crictor il serpente, Emil il polpo gentile e la prossima riedizione di Adelaide la cangura volante, ecco qui Rufus il pipistrello a colori.

testefiorite rufus

Rufus è un normalissimo pipistrello, nero e notturno e felice di com’è…almeno così sembra fino a quando volando una sera su un cinema all’aperto che proietta un film a colori scopre che i colori sono bellissimi e decide di aspettare l’alba e il giorno per scoprirli!

Il giorno con i suoi colori è davvero splendido per Rufus, tanto che lui si sente brutto per esser nero e decide di dipendersi di tanti colori con pure una bella stella sul petto!

Gli umani però, umani adulti s’intende, dotati di quel nulla di fantasia e accoglienza delle differenze che li contraddistinguono, sparano al nuovo animale che non riconoscono nelle loro categorizzazioni. Fortunatamente arriva il dottor Tarturo a raccogliere il ferito Rufus, lui, intenditore di farfalle, intuisce la situazione, ripulisce Rufus e lo fa tornare ad essere un pipistrello e lo munisce pure di occhiali da sole che lo proteggano dal mal di testa che la luce gli procura. L’idillio tra Tarturo e Rufus è tale, come era stato quello tra Emil e il suo amico umano, che quando Rufus decide di tornare nella notte e di accettarsi per ciò che è, il legame di amicizia non solo non si perde ma si rafforza ancor di più.

Ungerer ama mettere in scena queste storie che riguardano l’incontro tra mondi che presuppone l’accettazione di uno verso l’altro. Un incontro che viene spesso messo inscena “sotto copertura” del mondo animale ma che è può essere anche letta come metafora del rapporto tra bambini e adulti o tra diversità di varia natura fuori e contro ogni stereotipo o pregiudizio di genere.

Pochi sono gli adulti che risultano vincitori in questa prova a cui Ungerer li sottopone mentre sempre ne entrano e ne escono incolumi gli animali fatti salvi i necessari incidenti di percorso! Non c’è crescita nè evoluzione nella comprensione, conoscenza e accettazione di sè e della relazione col prossimo che non preveda momenti complessi e difficili.

Rufus in questo non fa eccezione!

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