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Ultimo venne il verme

Ultimo venne il verme di Nicola Cinquetti con le illustrazioni di Matticchio, edito da Bompiani, si apre con una citazione di Scialoja e diversamente non avrebbe potuto essere.

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Contro te povero verme

le lagnanze sono eterne

Da qui partono 56 brevi e brevissime narrazioni, qualcuno potrebbe definirle favole perché di fatto sembrano autoconcludersi con una morale esplicita o facilmente deducibile….

La cosa davvero interessante delle favole di Cinquetti è che le conclusioni sono inaspettate, inattese, talvolta contrarie alla “morale” o alla logica dominanti e questo è decisamente spiazzante per il lettore.

Vogliamo definirle storie disdicevoli? Qualcuna sicuramente lo sarà ma a differenza di Favole a cui non badar troppo di quel genio di Forence Parry Heide, qui Cinquetti non punta al ribaltamento del punto di vista adulto in favore di quello assai poco “educativo” dei bambini. Cinquetti punta a spiazzare il lettore con ipotesi di scritture che portano le scelte e gli avvenimenti raccontati alle estreme conseguenze mantenendo una logica ferrea che, proprio perché tale, porta spesso dove non vi immaginereste.

Penso a “Il mestiere di mangiare minestra” in cui il principino viene indotto a mangiare la minestra a suon di denaro, una moneta d’oro per ogni piatto e diventa un vero professionista nel proprio mestiere. Gli osti lo chiamano e lo pagano per poter dire che il principe mangia alla loro tavola e lui si è così tanto professionalizzato nel mangiare minestra (controvoglia ovviamente ma per denaro) da non accorgesi che gli stessi ristoratori lo avrebbero pagato ugualmente anche se avesse mangiato pastasciutta!!

E la chiusa “Il migliore di tutti” dedicata al verme che viene per ultimo, come dice anche il titolo, chiude la raccolta e la storia e, “in tutta umiltà” riconosce di non essere il migliore di tutti perché di certo non è l’animale più umile di tutti?

Insomma, perché non leggere queste favole a scuola? Degnissime eredi delle favole al telefono per lunghezza (o forse dovremmo dire meglio “cortezza”) e per la capacità di spiazzare il lettore?

Ultime venne il verme è un libro che sembra non appartenere alla tradizione italiana: Cinquetti, con Sciloja, ammicca al nonsense, all’inatteso e al surreale e sul quanto poco siamo abituati a tutto ciò nelle nostre scuole ci sarebbe molto da dire!

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