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Yum! Il cibo i tutti i senti

Il cibo è parte integrante della cultura di un popolo ed anche un buon metro per valutarne l’impatto ambientale e sociale sotto molteplici aspetti.

E’ per questo che conoscere alcuni aspetti legati al cibo è importante per prenderci cura del Pianeta e se ci sono molti libri più o meno fatti bene (più meno che più fatti bene), pochissimi si occupano di raccontarci la storia del cibo e soprattutto lo fanno con una qualità estetica eccezionale come Yum di Giancarlo Ascari e Pia Valentinis, edito da Panini nel 2015, anno dell’expo sull’alimentazione…. fortunatamente i libri buoni possono resistere alle occasioni…

Yum parte dai 5 sensi il che già è interessante perché potremmo essere per stereotipia portati a pensare che il cibo riguardi solo il senso del gusto, mentre tatto, vista e olfatto solo almeno altrettanto fondamentali per entrare in contatto con un qualcosa che dovrebbe nutrire corpo e mente.

Mens sana in corpore sano?

Certamente sì e non solo per la qualità del cibo ma anche per la qualità del libro che ce lo racconta, per la capacità di farlo in modo del tutto originale e di riposizionare gli alimenti all’interno del ciclo storico… ecco come teniamo la mente sana!

Libro come cibo della mente innanzitutto, estetica come etica dello stare al mondo e del rivolgersi a bambini e ragazzi a cui mi piacerebbe moltissimo pensare che questo albo possa capitare tra le mani in uno dei tantissimi progetti alimentari promossi dalle varie Ulss nelle scuole.

Ulss, mensa, scuola e albo di divulgazione di questo tipo?

Pura fantascienza?

Magari no!!

Ogni doppia tavola dell’albo è dedicata ad un cibo di cui si narra la storia, o ad un modo di dire legato al cibo o ad alcuni aspetti inattesi, come i buchi, le etichette ecc.

Perchè la forza superiore di questi tipi di lavori divulgativi, e la coppia Ascari-Valentinis ormai è maestra in questo, è quella di saper assumere un punto di vista trasversale e inatteso, che genera meraviglia e stupore nel lettore e scardina le logiche di approccio al tema, qualunque esso sia. Loro è quel capolavoro che è Ponti non muri così come tanti altri lavori di natura divulgativa in cui la divergenza è più forte della convergenza, in cui l’estetica fa il paio con l’etica dell’educare all’assunzione di un punto di vista mai banale.

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