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Gong viaggio nel tempo

Come passa il tempo!

Già, come passa il tempo?

I maghi lo predicono, i meteorologi lo prevedono, gli sportivi lo battono, i musicisti lo tengono, i pigri lo perdono.

Ogni cosa a suo tempo, c’è un tempo per ogni cosa.

Il passato è passato, il futuro non c’è ancora, il presente è quando leggi questo libro.

Questo libro che io vi sto raccontando al presente (che è già passato mentre scrivo) e che voi forse leggerete nel futuro (o che forse avete già incontrato nel passato) è Gong! Viaggio nel tempo di Giancarlo Ascari e Pia Valentinis edito da Panini. Un albo illustrato di divulgazione che fa parte di quella serie formata dalla premiata coppia che illustra e scrive a quattro mani ormai da qualche anno, in cui rientrano Yum e altri titoli divulgativi.

Gong! è diviso in 3 tempi, come si conviene ai walzer, più i tempi supplementari, come si conviene alle partite di calcio, ed in ciascuna delle sezioni si gioca sul senso letterale e reale delle parole passato, presente e futuro. La parola tempo, che in italiano ha sia il senso del tempo che trascorre, e dunque della Storia, individuale e collettiva, ma anche del tempo atmosferico, del clima, dà spazio a narrazioni molto diverse e di diversa suggestione.

Tutto si tiene, non solo tra passato presente e futuro, ma anche tra i vari sensi degli stessi termini che ogni lingua dà alla parola tempo (interessantissime le pagine dedicate ai calendari dei vari popoli) ma anche di come questo si riflette sulla lingua.

Tra le lingue che prevedono modi desiderativi declinati in più tempi, come era l’ottativo greco, e le lingue che non hanno il presente, quale immensità di percezione del reale passa in mezzo?

Se per Yum potevamo usare il motto “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” qui in Gong! potremmo dire “Dimmi come conti il tuo tempo di vita e scoprirai chi sei!”.

Ancora una volta la potenza di questo albo, e di altri come questo strutturati, non sta tanto e solo nei contenuti (curatissimi e davvero documentati e interessanti al limite del feticismo della curiosità) ma soprattutto nella capacità, deriva dalla concezione e dunque dalla strutturazione del libro stesso, di scardinare le logiche di ragionamento condivise. Di dar per scontato che il modo “normale” di vedere le cose sia non solo quello giusto ma l’unico possibile.

Che ci sono altre logiche, altre possibilità, altri punti di vista da cui indagare qualsiasi cosa ci circondo.

Nel percorso di lavoro sulla divulgazione storica Gong! non può non fare la sua parte e trovare il proprio posto per aiutare a partire dalla radice della questione: la scelta del punto di vista e del significato della parola tempo, e dunque della parola Storia, da cui vogliamo partire per lavorare con i ragazzi!

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