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L’assaggio di Roald Dahl

C’è il caso di quando ci si trova tra le mani un bel libro.

C’è il caso di quando ci si trova tra le mani un bellissimo libro.

E c’è il caso di quando ci si trova tra le mani un libro eccezionale che oltre al piacere immenso della lettura diventa un esempio perfetto si cui lavorare per comprendere i meccanismi della scrittura.

Questo è il caso de L’assaggio racconto di Roald Dahl finalmente pubblicato in Italia da Donzelli in un’edizione perfetta accompagnata dalle illustrazioni di Iban Barrenetxea che elevano la narrazione… ma lasciatemici arrivare con calma.

Il racconto è una specie di piano sequenza di un’unica cena. Il narratore in prima persona racconta cosa accade nel corso di una singola cena a casa dell’amico Mike Schofield insieme alle mogli, alla figlia di Mike Louise e a lui, il vero protagonista de racconto: il famoso gastronomo Richard Pratt.

Tutta la narrazione, con la presa immobile, riguarda una discussione ed una scommessa la cui posta diventa sempre più alta, rispetto alla possibilità di Pratt di indovinare il vino Bordeaux portato a tavola da Mike. Il crescendo è mostruoso da ogni punto di vista. La posta in palio diventa -e tenete conto che nelle cene precedenti a cui noi non assistiamo ma a cui il narratore accenna Pratt ha sempre vinto – da un lato la mano della figlia di Mike Louise a cui Pratt fa semplicemente ribrezzo, dall’altro le 2 case di Pratt.

Non vi dirò mai, nemmeno sotto tortuta, qual è la fine di questa tensione crescente ma sappiate che questo non un Dahl disposto a cedere a banali conclusioni catartiche.

Quello che colpisce del racconto è la velocità che prende man mano che prosegue, bilanciata magistralmente dalle dettagliatissime descrizioni che quasi fermano il tempo e fanno mordere il freno al lettore perché la narrazione proceda, riprenda, ci porti alla soluzione della situazione sempre più concitata.

Un esempio di costruzione del ritmo narrativo e dell’uso della descrizione finalizzata ad esso ed al procedere della narrazione davvero magistrale, incredibilmente intensa.

Ed a tutto questo, di per sé straordinario – davvero abbiamo davanti la scrittura del Dahl più intenso ed al tempo stesso anomalo – si accostano, in maniera altrettanto straordinaria a mio parere, le illustrazioni della Barrenetxea che scandiscono il ritmo del racconto dando ogni elemento necessario all’interpretazione, soprattutto della conclusione….

Essendo la narrazione un piano sequenza fisso, anche l’illustrazioni assume sempre il medesimo punto di osservazione, quello che cambia però è il livello di focalizzazione: il racconto è tutto a focalizzazione interna mentre il lettore delle illustrazioni è spettatore che guarda dall’esterno.

Il narratore e sua moglie sono sempre di spalle, possiamo intuire le loro reazioni a ciò che accade osservandone i leggerissimi movimenti da dietro.

Mike e la moglie ai due capotavola scandiscono le emozioni che si accavallano, e di fronte abbiamo sempre Pratt e Louis in qualche modo le due poste in gioco del racconto così come dell’assurda scommessa.

Compare ogni tanto la domestica la cui presenza discreta non desta alcun sospetto nel lettore… anche se avrà un ruolo determinante…

Infine se davvero volete capire cosa sta accadendo nel profondo dell’intera atmosfera vi consiglio di tenere d’occhio i movimenti e l’atteggiamento del gatto nero. Personaggio non presente nel testo di Dahl, introdotto dall’illustratrice con moto interpretativo davvero notevole….

Insomma, se ci mettessimo a tavolino ad analizzare questo testo e le sue illustrazioni resteremmo non solo sconcertati dalla sua perfezione ma assisteremmo ad una vera e propria ottima lezione di scrittura, che dite lo facciamo insieme in un gruppo di lettura virtuale dedicato al libro??

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