Pronti? Via!

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

“Pronti, via!”

Età: dai 4 anni
Pagine: 48
Formato: 23,5 x 31
Anno: 2019
Editore: Terre di mezzo
Autore: Julie Morstad

Pronti? Davvero?!? E allora… via!

Con l’inizio della scuola riprende anche la rubrica “Un libro in cartella”, solo che quest’anno in cartella oltre al libro dovremo anche inevitabilmente mettere un gel igienizzante, una mascherina, una merenda (da non condividere), una borraccia, un pacchetto di fazzoletti, astuccio e quaderni.

Cosa significa essere pronti?
Significa forse essere preparati? E se sì… a che cosa?
Significa forse saper agire prontamente, indipendentemente dalla situazione, dal contesto?
Significa forse avere tutto l’occorrente?
Una cosa è certa: pronti o no, è proprio arrivato il momento di partire.
Anzi, di ri-partire! Credo che per certi aspetti sia impossibile essere “pronti” a 360°. Credo che si debba semplicemente accettare il dato di fatto e attrezzarsi al meglio per affrontarlo.

“Pronti? Via!”

Questo è stato lo slogan di benvenuto per i miei alunni, partendo dal titolo dell’albo consigliato per le vacanze, declinato in forma interrogativa.
Maestra hai fatto il cartellone di benvenuto con lo stesso titolo dell’albo delle vacanze?!?” chiede Martino.
No, non è lo stesso. Quasi. Cambia perché c’è il punto di domanda, l’intonazione è diversa… e anche il senso!” subito precisa Anna.
Non sfugge nulla!
Infatti, la promessa fatta a giugno, era quella di ri-partire dal punto in cui ci eravamo lasciati prima della pausa estiva ed è proprio per questo che ho deciso di ripartire dallo stesso albo.

Abbiamo cambiato aula

Eravamo troppo numerosi per rimanere in quella vecchia. Le nuove norme di sicurezza anti-Covid impongono metrature ben precise. Scaffali completamente svuotati per permettere la sanificazione. E all’ingresso di ogni ambiente si trovano gel e cartelli con le buone norme da seguire. Per terra una segnaletica a bolloni funge da spartiacque e delle frecce indicano la direzione e il verso da rispettare. Io la chiamo “guida all’inglese” perché il verso di marcia è “al contrario”, invertito, tenendo la sinistra anziché la destra.

Prima di passare alla lettura vera e propria…

…ho dedicato il tempo necessario a saluti e racconti. Poi ho proposto un gioco: una sorta di “Pictionary” tematico sulle norme anti-Covid: utilizzando lo spunto grafico per spiegare poi la relativa regola.
Sono fermamente convinta che la regola, se spiegata e condivisa, venga rispettata per scelta più che per obbligo e quindi vi sia un rispetto consapevole.

Concluso il gioco ho preso il mio libro in cartella…

“Maestra, ce l’hai anche tu?”
“Anch’io ho il mio”
“Anch’io…”
“Ma ce lo leggi tu adesso, che bello!” esclama Elena e batte le mani euforica e impaziente.
“Maestra lo sai che mi è piaciuto moltissimo”
“Anche a me!”
“Sai maestra, questo libro mi ha aiutato” dice Gianluca.
“Aiutato??” chiedo io perplessa.
“Sì, aiutato – risponde lui – Se ad esempio mi svegliavo la mattina, con una giornata un po’ così e non sapevo bene come pettinarmi, prendevo il libro, andavo alla pagina delle acconciature e decidevo”.
“Io l’ho letto più volte. Non sempre dall’inizio alla fine. A volte solo alcuni pezzi. Era bello perché non era tanto scritto e c’erano molte immagini” dice Isadora.

La consegna alternativa ai compiti estivi era:

 “Partendo dalla lettura dell’albo “Pronti, via” prendi spunto per scrivere alcuni pensieri sull’argomento. Scegli un quaderno e usalo come fosse un diario, un taccuino, in cui narrare esperienze significative, emozioni forti, racconti di paura, feste da sballo o anche cose semplici come la ricetta per fare una torta o un castello di sabbia, un gioco inventato, una capanna fatta di stoffe e asciugamani uniti tra loro da tante mollette per il bucato”.

A ciascuno ho indirizzato una busta contenente 32 etichette.
Era vietato usarle tutte, ma sarebbe stato bello se ne avessero usate almeno dieci.
Quattro di queste erano bianche di modo che potessero inventare loro il titolo.
Le altre 28 si riferivano all’albo e avevano il pretesto di fungere da piccoli inneschi di scrittura.

Ovviamente anch’io ho svolto i compiti

Credo nell’intrinseca forza dell’esempio che vale più di mille parole. Il fare assieme rafforza la motivazione ad apprendere e la reciproca relazione di fiducia.
L’etichetta più gettonata in relazione all’albo è stata senz’ombra di dubbio quella in riferimento alla doppia pagina sui gelati: “Inventa e disegna il gelato dei tuoi sogni”.

“Il mio gelato si chiama Felicità e puoi scegliere tu quanti gusti vuoi e quanto gelato vuoi per ogni gusto!” afferma Enea.
“Il mio gelato è grande, a forma di motore, motore della barca ovviamente, ed è gusto nocciolosa e nutella, buonissimo!” dice Edoardo.
“Io vorrei leggere qualcosa riguardo i mezzi di trasporto perché per venire a scuola molti vengono a piedi perché abitano vicini, ma ad esempio io devo prendere anche il vaporetto e qualcuno se arriva dalla terraferma prende anche l’autobus” dice Daniele
“Maestra a me le etichette sono piaciute molto, però facevo fatica a scegliere quali usare”.
“Io invece facevo un po’ fatica a farle, cioè decidere di sedermi tranquillo a scrivere, poi però, quando iniziavo a scrivere, mi concentravo un po’ e mi piaceva”.
“Io ho inventato questo titolo e anche la storia assieme a dei miei compagni con cui ho fatto il centro estivo. Poi abbiamo anche drammatizzato la storia. È stato molto divertente. Vuoi sapere il titolo? “La fortezza di Torcello”. Poi ne ho inventato anche altri, come ad esempio “L’ultima tappa della vacanza”. Mi piace essere io a inventare i titoli”.

Infine, dopo aver riletto l’albo, condiviso alcune letture dai diari, siamo tornati alla domanda iniziale:

“Pronti? Via!” – Racconto il mio primo giorno di scuola…

Scrivere così viene facile ed è uno dei modi più naturali per esprimersi per raccontare e raccontarsi.
Concludo con il pensiero di un mio alunno
“Quando sono tornato a scuola ero contento, sia di rivedere le maestre, ma soprattutto i miei amici. Finalmente mi sentivo libero”.

L’idea che la scuola renda liberi mi piace moltissimo. Mi tocca nel profondo.
L’idea che, malgrado tutte le regole e le attuali restrizioni, sia il posto in cui si respira libertà mi commuove.
L’idea che ci sia ancora margine di libertà, di pensiero e azione, mi dà forza per guardare con speranza al futuro.
Pronti… via!

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