“Bianca” di Bart Moeyaert

Se mi diceste che non ricordate la rabbia che ribolle fuori controllo quando si hanno 12 anni o poco più e che vi fa sentire assolutamente convinti di essere incompresi e soli al mondo… Non vi crederei!

È per questo che Bianca di Bart Moeyaert edito da Sinnos è non solo un bel romanzo, ben fatto, di grande leggibilità e tutto quello che cercherò di dirvi ora… ma è soprattutto vero.

Bianca e soprattutto la rabbia di Bianca odorano di verità ed è per questo che la scrittura di Moeyaert ben lungi dal puzzare di adulto profuma di letteratura scritta per i ragazzi e le ragazze che avrannoa fortuna di incontrarla.

Bianca ha un fratello malato di cuore attorno a cui ovviamente sembra ruotare ogni atto di cura, almeno agli occhi di Bianca, una mamma con cui vive intrattenendo un rapporto per definizione conflittuale ma sostanzialmente affettuoso. C’è anche un papà che però è andato a vivere con la sua compagna Cruz, divertente il modo di dire “la sua Cruz” che compare almeno in traduzione. Sembra che Cruz sia la croce del padre e invece è quella di Bianca… Il padre e Cruz la trovano troppo problematica tanto da chiedere di tenerla non più ogni fine settimana ma ogni due… Ma come si fa a chiedere e dire ad una ragazza, ad una figlia una cosa del genere? Altro che croce si porta addosso Bianca!

Ma un membro della famiglia o forse un catalizzatore dell’affettivita, o quanto meno della pacificazione di Bianca, è anche Billie King attrice protagonista della serie televisiva preferita da Bianca “Qui da noi” che un giorno capita davvero, qui da noi ovvero a casa di Bianca. Per una strana casualità Billie è la mamma del nuovo amico del cuore, è il caso di dirlo, del fratello di Bianca.

Finalmente Bianca può essere felice,concerdersi e magari concedere agli altri qualche minuto o ora di tregua dalla sua arrabbiatura, godersi il momento sempre sognato…. Eppure così accade solo nella sua mente o a piccolissimi tratti temporali quando l’altra Bianca, quella che lei tiene stretta dentro quasi si potesse rompere a lasciarla uscire fuori, fa capolino con educazione e persino dolcezza.

Un attacco del fratello dovuto al troppo gioco riporta la Bianca di porcellana dentro a riparo e lancia fuori la solita Bianca problematica quella che sola sembrano tutti vedere. Quale delle due Bianche è quella vera?

Tutte e due non c’è dubbio. Quale delle due è più sofferente? Entrambe!

Ma non sarà un’esagerazione questa ostentata ostilità continua e quasi perversa da parte della protagonista? Sì, probabilmente lo è ed è per questo che le due Bianche possono ritrovarsi solo in quella parola che chiude il libro e che almeno per il momento sem fa placare l’aria: scusa.

A chi immagina di chiedere scusa Bianca? A Cruz, alla madre, al padre, al fratello ok ma soprattutto a quella Bianca che vive sottomessa alla rabbia come solo modo per difendersi dall’incapacità adulta di comprendere.

La scrittura con cui si dipana la storia di Bianca è leggera, scivola via anche grazie ai brevissimi capitoli e alla focalizzazione interna che ci porta a fianco a Bianca, dalla sua parte qualunque cosa accada, un po’ come fa la Billie idealizzata di Qui da noi.

A volte il groppo in gola è piccolo.

A volte non c’è.

Ma ogni tanto è gigantesco.

Ogni tanto è oggi.

Ecco, tenetevi pronti a fare i conti con questa forza di carattere e di scrittura se decidete di conoscere Bianca, e tenetevi pronti a sentire anche ciò che non si sente perchè lì sta il suo linguaggio vero, come accade a moltissimi ragazzi e ragazze che in Bianca si ritroveranno come in loro stessi!

Teste fiorite