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Caro Giraffa, Caro Pinguino

Questo post è scritto da Chiara Costantini che cura la rubrica “Un libro in cartella” ogni due giovedì.

“Caro Giraffa, Caro Pinguino”

Età: dai 6 anni
Pagine: 102
Formato: 12×24
Anno: 2019
Editore: Lupoguido
Autore: Megumi Iwasa
Illustratore: Jun Takabatake

Oggi in classe gran fermento!

Si continua sulla scia entusiasta della corrispondenza…
Corrispondenza di qualità.
Cosa significa?!?
Che certifico io la qualità delle lettere che i bambini si scrivono fra loro?
Ovviamente no!
Però nulla va lasciato al caso.

Ogni attività ha senso se cresce nel terreno fertile della lettura.

Ecco perché ho proposto un nuovo libro e l’ho letto ad alta voce durante la settimana, una sorta di “Libro a puntate”, così anche l’esperienza della lettura assomiglia un po’ alla corrispondenza, genera attesa e aspettativa, voglia di ascoltare, di incontrare l’altro, persona o libro, di conoscere aneddoti e racconti.

Devo dire che inizialmente qualche bambino ha un po’ snobbato il racconto in questione che ha per protagonisti degli animali. Siamo in terza, scuola primaria. Cominciano a crescere…
Di primo acchito, a qualcuno sarà sembrata una lettura “da bebè”, come dicono loro. Di fatto, con il passare dei giorni il racconto si è fatto più incalzante, la corrispondenza all’interno è divenuta più serrata e ha interessato e smosso anche i più diffidenti. Alla fine tutti si sono lasciati piacevolmente coinvolgere. È stata una bella sfida!

 “Caro Giraffa, Caro Pinguino”

Un libro che calza a pennello per la mia classe!

Apro lo zaino, prendo il libro.

“Chiara che libro ci hai portato oggi?”
“Caro Giraffa, Caro Pinguino”
“Si scrivono delle lettere?”
“Che bei disegni in copertina…”

Libro di dimensioni medie, copertina cartonata, rigida. Risguardi di un bel giallo intenso. Un bel giallo… giraffa. Nella prima pagina un francobollo su cui è disegnata per l’appunto una giraffa. Non è difficile immaginare chi sia il protagonista o per lo meno uno dei protagonisti di questo libro. Una breve introduzione, solo testo e sfondo bianco, precede l’inizio della storia e il motivo per cui è stato scritto questo libro. Segue una doppia pagina sempre su sfondo giallo giraffa con l’indice.

E allora veniamo alla lettura in classe…

“Giraffa si annoia e scrive la prima lettera”. Questo è il titolo del primo capitolo.

Una riflessione sulla «noia».

La noia sembra una parola corta intrisa di connotati negativi. In realtà, come tutte le cose, anche la noia ha in sé del positivo, può essere innesco, provocazione. Nell’epoca attuale sembra sia in vigore il divieto di annoiarsi. Agende piene di impegni. I bambini fin da piccolissimi sono iscritti ai laboratori e ai corsi più diversi e originali. Il lockdown della scorsa primavera, con la chiusura estrema e radicale di tutto, ci ha portato a confrontarci con l’interruzione dei ritmi quotidiani. Ha mandato all’aria tutti i nostri planning settimanali, gli appuntamenti, le attività già programmate e rituali… Di punto in bianco ci si è trovati (almeno i bambini e gli adulti a casa dal lavoro) ad avere molto più tempo libero, da trascorrere in casa. Inevitabilmente più di qualcuno ha dovuto fare i conti con la noia.
Ma anche con la noia si può avere un approccio passivo o attivo. Nel primo caso la si “subisce” e da essa ci si lascia dominare, sopraffare. Nel secondo caso si agisce, cercando idee nuove e soluzioni alternative.
Spesso mi capita di sentire i bambini esclamare “Uff! Mi annoio” durante le lezioni o a casa…
Il più delle volte viene espressa di fronte alla novità, all’ignoto o a qualcosa spiacevole da svolgere. Corrisponde a “non so cosa fare” ma è quasi sempre espressione dell’impazienza tipica dei giorni nostri per cui il bisogno deve essere soddisfatto non appena esso viene avvertito.
In realtà la noia ha ben più spessore. Ha caratteristiche ben definite e… Giraffa lo sa.

Inizio a leggere…

“Siamo nella savana africana. Qui abita una giraffa che si annoia. Anche oggi il cielo è limpido e azzurro. Nuvole che sembrano bignè alla crema fluttuano morbide nell’aria. Il vento attraversa dolcemente la pianura erbosa e Giraffa può mangiare acacia, il suo cibo preferito, a volontà. È una vita perfetta, mi dirai. E hai ragione. Sembra proprio perfetta. Però, in realtà, al nostro Giraffa manca una cosa, una sola: un amico speciale. Non ha un amico con cui condividere i suoi pensieri. Perciò, Giraffa si annoia. Un altro noiosissimo giorno sta per concludersi. “Anche oggi, tutto come al solito: niente di nuovo! E pure domani sarà sempre il solito: niente di divertente!” Giraffa guarda distrattamente il sole tramontare rapido. La linea dell’orizzonte si riflette netta nei suoi grandi occhi tondi. Poi batte le palpebre, e all’improvviso si chiede: “Cosa ci sarà oltre l’orizzonte? Che animali ci vivranno?” Allunga il collo il più possibile, ma il suo sguardo non arriva fin lì. “Ma certo! Posso provare a scrivere una lettera!” C’è un motivo se Giraffa ha pensato di scrivere una lettera. Oggi, mentre stava mangiando le foglie di un’acacia, ha visto pendere da un ramo questo annuncio:

Da qui le azioni anti-noia:

la collaborazione tra Giraffa (mittente) e Pellicano (postino). L’impegno di quest’ultimo per consegnare la lettera, scritta da Giraffa, al primo animale incontrato dopo l’Orizzonte.

Interessante la disquisizione in classe su cosa sia l’orizzonte, dove si trovi, se sia frutto di un’illusione ottica, se ci si possa andare oltre, se qualcuno abbia mai provato ad andare oltre. Infine il richiamo al foglio “orizzontale” o “verticale”.

Il testo è semplice e chiaro, facilmente leggibile, adatto alle prime letture autonome. Le illustrazioni accompagnano, completano, integrano il testo in maniera altrettanto semplice ma superba e, nella loro essenzialità, risultano estremamente efficaci.

Il primo animale incontrato dopo l’orizzonte è Foca (postino) che si impegna a consegnare la lettera al primo animale che incontra: Pinguino (destinatario). Da qui l’avvio di una simpatica corrispondenza per conoscersi meglio. Si respira la trepidante attesa, impazienza, curiosità. Pinguino vive a Capo delle Balene e va a scuola da Maestro Balena.

“Cosa diamine è un collo?”

chiede Pinguino e Maestro Balena spiega che è la parte del corpo più sottile che si attacca alla testa.

Wow, Maestro Balena è perfettamente in linea con le Indicazioni Nazionali e con le competenze chiave europee: imparare ad imparare; Life long learning; valorizzazione degli stili cognitivi…

“Si può dire che quasi tutto il suo corpo sia testa… È per questo che è così intelligente!” esclama Pinguino dopo aver osservato attentamente il Maestro alla ricerca del suo collo.

La corrispondenza tra Giraffa e Pinguino continua in maniera assidua

Un interessante scambio di riflessioni dal colore dell’acqua alla descrizione di sé e il tutto convoglia all’incontro reale.
Maestro Balena svolge un ruolo cruciale, il vero ruolo del Maestro, non si sostituisce a Pinguino, ma è un importante punto di riferimento.

Il libro si conclude con una lettera di Maestro Balena rivolta al lettore e così anch’io l’ho rivolta a ciascuno dei miei alunni e, come è buona prassi, anche a me.

Commenti a caldo…

“Perché scrivere? Perché Giraffa inizia a scrivere a Pinguino?”
“Per vincere la noia…”
“Perché si stava annoiando, anche pellicano si stava annoiando. Chiara ti ricordi che ho indovinato io che l’animale che assomiglia a Pellicano nel nome è Pinguino?”

“Voi cosa fate quando vi annoiate?”
“Io non faccio niente e per questo mi annoio”
“A me capita di annoiarmi. Prima di iniziare a leggere questo libro non sapevo cosa fare. Ieri pomeriggio invece ho pensato di iniziare a scrivere una storia, tipo un libro”
“Io se non so cosa fare leggo”
“Gioco da sola con le Barbie in camera mia”
“Io gioco con il tablet”


“La parte che mi è piaciuta di più è stata quella del collo… il collo della balena, ma non è un collo, è l’attaccatura della coda”
“Certo che Chiara, abbiamo riso un sacco con questo libro…”
“A me ha fatto tanto ridere quando giraffa ha provato a imitare Pinguino seguendo le sue indicazioni…”
“Non sembrava per niente un pinguino…”
“Vero…ah ah ah… sembrava piuttosto una zebra cicciona”
“Maestra, ma Capo delle Balene esiste davvero come luogo?”
– mi chiede il geografo del gruppo.

Conclusa la lettura…

…ho consegnato a ciascun bambino la lettera di Maestro Balena, alla quale ciascun bambino ha risposto raccontando di sé.
C’è chi si è descritto fisicamente, chi ha raccontato come era vestito, chi ha espresso una caratteristica particolare che lo rende unico.

Mi ha colpito particolarmente un bambino che ha specificato, in linea con le descrizioni di giraffa, di avere un collo e anche una testa, di dimensioni normali… lo stesso una bambina. Un altro infine ha rivelato di voler fare da grande anche lui il maestro e questo mi è sembrato davvero una grande rivelazione e un gran regalo.

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