La scatola

La scatola di Isabella Paglia e Paolo Proietti edito da La Margherita in queste settimane, è un albo che ci porta dentro un bosco. Un bosco dall’aria rarefatta, forse con un po’ di foschia mattutina, ed è in questa foschia che un giorno gli animali trovano una scatola.

E’ da subito chiaro che dentro la scatola c’è una creatura vivente, un nuovo possibile abitante del bosco, un nuovo possibile amico che però si rifiuta di uscire!

Il perché di questo rifiuto non ci è chiaro subito, lo sarà alla fine, possiamo facilmente immaginare che abbia timore di cosa troverò fuori, ma fortunatamente fuori gli animali si preparano a fargli festa, non hanno mai un attimo di esitazione o di diffidenza (peccato, ci sarebbe stato a smorzare per quel pelo di buonismo che la storia si porta dietro), si preparano a fare festa per accogliere lo sconosciuto, o la sconosciuta, ma niente da fare.

La creatura resta nella scatola finché non intervengono 2 cose che svoltano la storia e, devo dire, anche la qualità del testo: primo, gli animali senza chiedere nulla alla scatola (non insistono più perché si apra) la abbracciano e le fanno sentire semplicemente calore e presenza, in maniera discreta; secondo, arriva la pioggia.

Il clima si scioglie, letteralmente, la priorità è mettere a riparo, fare ciò che si deve e ciò che serve, la scatola viene portata a riparo ed è allora che finalmente può aprirsi.

Senza troppi schiamazzi, senza troppa confusione seppure dettata dalle migliori intenzioni l’animale nascosto dentro si decide ad uscire e sicuramente lui saprà trovare il proprio posto nel bosco, sperando si adatti al clima; e i suoi nuovi compagni sapranno rispettarlo nelle eventuali necessità di riservatezza.

Una storia semplice, lieve e che funziona anche grazie alle illustrazioni che danno un tocco di dolcezza non patinata, sincera.

Teste fiorite