Madelief un cervello di maccheroni

In principio Madelief lanciava le bambole

poi ha messo qualcuno a testa in giù nel cestino

poi ha scoperto la grande verità per cui i grandi sono buoni giusto per fare il minestrone

ed ora Madelief torna, un’ultima strepitosa volta per raccontarci cosa passa nel cervello, o meglio cosa c’è nel cervello di un essere umano.

Questa è la storia di Madelief un cervello di maccheroni ultimo romanzo della saga dedicata allo straordinario personaggio di Madelief scritta dal genio di Guus Kuijer ed edita in Italia (ad eccezione del quarto volume uscito diversi anni fa per Salani intitolato Graffi sul tavolo) da Camelozampa.

Se avete seguito i libri e le vicende di Madelief sin dall’inizio non vi sfuggirà che c’è stata tra i romanzi una sostanziale evoluzione non solo del personaggio, ma soprattutto della modalità narrativa.

Dal primo Madelief che sembrava un tentativo estremo e bellissimo di focalizzazione esterna, con dialoghi diretti pressanti e irriverenti fino alle lacrime, e che procedeva per capitoli quasi autoconclusi, piccoli sketch che poi si ritrovavano nel quadri d’insieme ma come dettagli di un quadro complesso. Siamo piano piano arrivati a costruzioni narrative forse meno originali ed estreme ma più articolate e funzionali, forse alla lettura.

Qui Madelief parla meno, il narratore zero è più forte il che dà anche un livello diverso di impressività a ciò che accade, E’ la tecnica che guida lo sviluppo narrativo, come sempre. Madelief sta crescendo, abbandona i giochi con la migliore amica Tineke per scoprire il primo amore, il primo infatuamento… Ma è anche una narrazione in cui Madelief scopre di poter mettere in discussione la propria educazione, l’educazione in generale, di entrare in una banda che scassa le macchine per protesta, che immagina grandi falò per divertimento… In tutto questo Kuijer da grande genio della narrazione che è, mai e poi mai fa sentire giudizio, peso, condanna: Madelief e gli altri personaggi hanno il loro pieno diritto di esistenza, con i suoi libri entriamo nel mondo dei ragazzi, mica degli adulti, per fortuna!

Ed alcune uscite di Madelief sul diventare grandi, sui bambini, e alcune intuizioni sull’umanità che trovano talvolta sponda persino in qualche sparuto adulto (un poliziotto in questo romanzo, la madre – anche se qui del tutto assente – della protagonista; il maestro in A testa in giù nel cestino) ci portano senza batter ciglio in mezzo alla mischia pronti a guardare, magari farci anche un’idea di ciò che accade e se lo riteniamo personalmente giusto o sbagliato ma senza piglio giudicante, mai.

Madelief è quantomai libera, qui lo è ancora una volta, anzi una volta di più, tanto che sceglie di crescere, di fare il salto verso una nuova età in cui si possono ancora legittimamente cercare i maccheroni nel cervello attraverso le cannucce nel naso, ed allo stesso tempo tenersi per mano con uno pseudo teppista amante di Rembrant… e scusate se è poco.

Adesso siamo pronti a lasciare forse anche noi Madelief (posto che la meraviglia dei libri è che sono sempre lì pronti ad accoglierci) per abbracciare la sua “cugina” di ispirazione Polleke a cui Kuijer ha dedicato un’altra meravigliosa saga, di cui vi ho parlato qui e qui. In Polleke la protagonista sale un po’ d’età e lo stile narrativo diventa a piena focalizzazione interna per immedesimarci sempre di più con la nostra protagonista e i suoi amici.

E così terminano le avventure di Madelief che ci resta e resterà e tornerà anche per sempre nel cuore con le sue frasi e deduzioni indimenticabili, un romanzo imperdibile. Vi segnalo che il penultimo volume di questa collana dedicata a Madelief uscì diversi anni fa per Salani con il titolo Graffi sul tavolo e purtroppo resterà staccato dalla serie edita da Camelozampa perché ancorata alla edizione Salani, però se potete recuperatela perché il quadro di Madelief si completi del tutto e ogni dettaglio vi appaia nella sua luce più complessa.

Cara Madelief ci mancherai, buona vita, buon amore, buona crescita.

Fortunatamente i libri ci restano e che vadano in giro il più e il più a lungo possibile a fare la felicità dei lettori che avranno la fortuna di incontrare!

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