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Posso essere tutto

Cosa ti piacerebbe fare da grande?

È questa forse una delle domande che più spesso vengono fatte ai bambini, poi sempre un po’ meno ai ragazzi…con una logica un po’ strana, se ci pensate.

Le risposte dei bambini sono le più varie e solitamente corrispondono ai desideri indotti, anche inconsapevolmente, da qualche aspettativa o passione più o meno subitanea.

E se invece provassimo a raccontare loro che possono essere tutto ciò che vogliono e non al futuro ma al presente?

Ci hanno provato, e direi che ci sono riusciti, 3 giganti della letteratura per l’infanzia, Jerry Spinelli, Jimmy Liao e Bruno Tognolini con la sua traduzione poetica nell’albo illustrato Posso essere tutto appena edito da Camelozampa!

Come si fa a desiderare di fare il pianta-zucconi o il soffia-soffioni o lo scoppia-bolle?

Raccontando!

Le possibilità vanno immaginate e spesso per immaginare bisogna che qualcuno ce le racconti, soprattutto se siamo piccoli e le possibilità di esistenza sono da un lato tutte possibili dall’altro tutte da scoprire.

L’albo procede per coloratissime doppie tavole in pieno stile Liao in cui in un continuum iconografico – non ci sono margini alle illustrazioni (come non ci sono margini all’immaginazione del bambino protagonista e del suo coniglietto) – in ogni pagina compare un mestiere sempre più astruso.

Viene un po’ in mente l’andamento di Farò i miracoli ma qui, a parte l’immensa differenza stilistica, non c’è chiusura “moraleggiante” che riporta il protagonista e il suo gatto con i piedi per terra a ricordarsi che prima di far miracoli bisogna almeno imparare a leggere.

In Posso essere tutto c’è solo l’esaltazione della possibilità la felicità della gioia di avere la vita tra le mani che culmina in una doppia doppia tavola che si apre a far diventare il libro lunghissimo: tutti i mestieri possono esser fatti, insieme!

Come dice Tognolini nella bellissima intervista dedicata al libro che trovate qui, Posso essere tutto è un

Teatrino dell’immaginario futuro dei lavori che farò.

Impossibile non sottolineare il titolo che non usa il verbo “fare”, che solitamente si usa in per i mestieri, ma il verbo essere che è scoperta dell’identità non perdendone di vista nemmeno una perché quando si è bambini è davvero tutto ancora possibile e si può essere davvero tutto e non in un ottica futura ma presente!

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