Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik

Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik di Giudo Sgardoli con le tavole di Andrea Artusi edito da DeAgostini è un romanzo molto diverso da ciò che potrebbe sembrare… Ecco perché ho voluto che trovasse il suo posto non solo qui su Teste fiorite, ma proprio qui, il venerdì, nella rubrica del Friday For Future.

Cosa ha a che fare un romanzo sul personaggio di Diabolik con la battaglia a favore del pianeta?

Qui sta il bello di questo libro che potrebbe sembrare, ed in parte è (e non c’è nulla di male in questo) un’operazione editoriale di accompagnamento all’uscita del film di Diabolik prevista in gennaio, ma è anche e soprattutto un romanzo ben scritto e ben costruito grazie alla bravura di Sgardoli che è autore su cui si può fare affidamento. Inserite come contrappunto della narrazione narrativa le 10 splash page (singole pagine di fumetti silenziosi che rappresentano una intera sequenza narrativa) di Andrea Artusi che gioca sapientemente tra citazione e originalità con il tratto e la costruzione delle tavole del “vero” fumetto di Diabolik.

Ho avuto la fortuna di confrontarmi su diversi aspetti di questo libro con i due autori di persona durante la trasmissione Avamposto31 condotta dallo stesso Artusi, potete seguire l’incontro per intero ed ascoltare l’intervista con Sgardoli qui circa dal minuto 35.

Ma arriviamo al romanzo il cui protagonista è un ragazzino campione di minicross, appassionato di parkour (tutto questo per dargli la preparazione atletica per fare ciò che gli capiterà di far nel corso del romanzo) e dipendente dai fumetti di Diabolik.

[Interessanti nel romanzo anche gli elementi metanarrativi che giocano tra realtà e finzione su ben 3 piani :il confronto con il fumetto, il confronto con la realtà (Kid, il protagonista, va a vedere la prima del film di Diabolik in uscita come probabilmente faranno molti dei lettori di questo libro) ed il gioco di citazione interno].

A Kid si affianca nel corso della narrazione Eveline, della Eve (ovvio), il suo vero nome però è segreto perché lei è l’unica superstite dell’incidente -omicidio incorso ai genitori attivisti ecologisti che stavano per rivelare alcuni segreti reati contro l’ambiente e non solo da parte di aziende insospettabili. La ragazza viene affidata momentaneamente alla famiglia di Kid perchè è il padre del ragazzo ad essere a capo dell’indagine legata all’uccisione dei genitori della “finta” Eva.

Insomma la questione si complica sempre di più e, lo sapete, non vi svelerò mai il plot del romanzo, vi dico solo che i due ragazzi si alleeranno per provare i crimini contro l’ambiente…

L’aspetto che mi interessa di più del romanzo, come sempre, è la sua costruzione, la sua struttura, basata su un ritmo che da lento diventa sapientemente e in maniera molto ben dosata, sempre più incalzante; ma soprattutto sulla costruzione di personaggi a tutto tondo. Questa è forse la cifra stilistica più propria, e quella su cui – mi pare di aver inteso -Sgardoli punta di più. La definizione di personaggi dalla psicologia definita e propria di creature reali che agiscono dietro spinte razionali ed emotive proprie della loro umanità. Tra di esse anche il senso di superpotenza che ogni ragazzo a tratti prova, specie quelli appassionati di fumetti alla Diabolik (scherzo ma non del tutto naturalmente), e il richiamo alla realtà. Il fatto poi che in questo caso il supereroe di Kid sia un personaggio che una sua morale ce l’ha ma che non ha affatto i tratti di un “buono”, bensì quelli di un criminale per scelta; mentre il padre di Kid sia un paladino della legalità davvero potrebbe dilaniare l’animo del ragazzo che però rattoppa il possibile strappo scegliendo una propria moralità.

E qui si insinua la scelta etica, la scelta a favore non solo dello smascheramento degli assassini dei genitori di Eve (e non solo), ma anche della lotta ai reati contro l’ambiente, contro gli animali … Kid cresce con e grazie a Eve tanto da rivedere persino il suo amore per i motori delle moto, così inquinanti da ogni punto di vista.

Cos’è dunque questo romanzo?

Un romanzo su Diabolik? Sì, ma direi anche no, o almeno non nel senso in cui si potrebbe pensarlo

Un romanzo d’avventura? Sicuramente sì

Ed un romanzo di formazione? Certamente!

E se proprio volete anche giocare a trovare, oltre ad una definizione, anche i “temi” tanto cari agli insegnanti, fatevi sotto, ce n’è per tutti: dalla legalità, all’ambiente, all’adolescenza a tutto quello che volete perché nei libri buoni c’è la vita che scorre e nella vita non ci sono definizioni o temi sottolineati ma tutto si tiene e si implica!

Teste fiorite