Modelli di Albertine

Che cos’è un libro? Un prodotto cartotecnico, un catalogo di modelli non rilegato ispirato all’immaginifico assurdo come quello di Albertine creato per Modelli edito in Italia in questi giorno da Fatatrac, è un libro o no?

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Direi che dipende e una canzone popolare qualche tempo fa direbbe “da che punto guardi il mondo tutto dipende”… se per libro intendiamo un prodotto rilegato con una storia dentro forse Modelli di Albertine potrebbe non rientrare esattamente nella “categoria” generalmente intesa come “libro”.

Se invece con questo comprendiamo una ben più vasta gamma di possibilità editoriali capaci di smuovere e sostenere la creazione immaginifica e narrativa, allora mi sento di dire che i 38 modelli di Albertine possono a buon diritto essere considerati un libro, sebbene non rilegato. I 38 modelli su carta spessa e opaca, magnifica al tatto, non sono rilegati, credo, per agevolarne l’uso, per poterli scegliere e comodamente usare in autonomia e poterne gestire comodamente il fronte e il retro.

Già perché le mega carte, i 38 modelli di umanità o almeno di creature una più fuori dal comune dell’altra, hanno il retro che presenta solo lombra della silouhette e l’invito un po’ imperativo “colorami…

Avendole tra le mani vi renderete subito conto che è il retro il vero protagonista del cosiddetto libro, diciamo dei modelli, poiché se è vero che le parti “davanti” dei fogli, i modelli di Albertine sono bellissimi e sorprendenti, entrando in gioco con la loro sola ombra si può immaginare e ricostruire all’interno soggetti e mondi completamente diversi da quelli immaginati dall’autrice.

Insomma, quelli proposti da Abertine sono davvero “solo” dei modelli di cui poi il lettore, giocatore, disegnatore, coloratore, immaginatore, può fare tutto ciò che vuole. Essi costituiscono un limite da cui partire, una soglia da attraversare, certo si potrebbe ricolorarli e ridisegnarli dietro esattamente come sono davanti… ma anche no… Non siamo in uno di quegli album tendenzialmente commerciali in cui si sfida chissà perché il bambino a copiare e rifare i colori del modello tale e quale.

No, siamo esattamente nel campo opposto. Una sfida c’è ma va nel senso della possibilità di immaginazione che i modelli sanno scatenare e che la possibilità di reimmaginarli dovrebbe porta avanti di conseguenza in assoluta libertà.

Cosa farne dei modelli potete deciderlo voi!

Sono troppo incredibili per diventare dei meme, sono così belli sa poter restare dei modelli, sono così liberi da poter essere un semplice trampolino di lancio.

A voi la scelta! In assoluta libertà.

Ho sempre amato Albertine, dal primo incontro attraverso gli Uccelli illustrato e scritto con Zullo ed edito da Topipittori, poi in tutti quei libri magnifici che chissà perché in Italia faticano ad arrivare (ad iniziare dal magnifico “La rumeur de Venise”) ora arrivano questi Modelli che se si distaccano forse da ciò che conosco di lei, dall’altro lato ne confermano alcune “tendenze” che io vedo chiare nel suo lavoro: quella alla immaginazione che non disdegna l’assurdo, quella alla poesia….e quella all’arte!

Teste Fiorite