Città di numeri

Qui a Venezia i numeri civici sono una specie di rebus. Venivano scritti da una persona che con pennello e vernice andava avanti e indietro per le calli come gli veniva in mente e così i numeri venivano messi vicini ma sostanzialmente a caso. Ci poteva essere quello che faceva tutti i numeri crescendo fino alla fine della calle e che continuava sempre crescendo tornando indietro, o quello che andava sempre avanti e poi tornava indietro quanto gli finiva la vernice; il precisino che faceva i pari da un lato e i dispari dall’altro e via così.

Se poi pensate che i numeri civici sono cambiati a seconda del tipo di catasto, i numeri di quello della repubblica non sono gli stessi di quelli del catasto napoleonico che a sua volta sono diversi da quelli del catasto austriaco… immaginate il caos!

Insomma, la storia dei numeri civici è affascinantissima, almeno quanto quella della toponomastica…

A partire dall’espediente narrativo del topo Geo in gita nella città svizzera di Solothurn in cui la fa da padrone il numero 11, Bellei Città dei numeri edito da Fatatrac crea un progetto editoriale dedicato ai numeri di rarissima efficacia, interesse e, soprattutto a mio modesto modo di vedere, proprio ma proprio bello, esteticamente bello!

Di che si tratta non è semplicissimo da spiegare ma ci provo, oltre al librino con la storia di Geo che funziona come espediente narrativo (e che forse avrebbe potuto essere più all’altezza dell’intero progetto) ci sono due sequenze di numeri da 0 a 9 che si staccano per essere montate come si vuole.

In questo modo nascono complessi numerici dai più semplici ai più complessi. I numeri diventano non solo tridimensionali ma anche creativi, diventano delle vere e proprie costruzioni ed è per questo che tra i suggerimenti degli infiniti usi di questo kit numerico c’è la costruzione di case di numeri.

I quadrati da cui i numeri vengono staccati restano come stencil utilizzabili sia per riprodurre serie numeriche all’infinito sia per poter disegnare in forma di numero ciò che si vuole.

Non so a voi ma a me quando chiedono qualche libro su numeri e matematica non ne vengono in mente molti che siano potenti e diversi dai libri scolastici, Città di numeri è così, è diverso e associa il gioco matematico con un’infinità di altre cose, a ciascuno la scoperta dei collegamenti possibili… io, per esempio, coglierei l’occasione di raccontare un pezzo importante di storia della città ma è evidente che gli usi didattici e ludici di questa scatola sono davvero tantissimi!

Teste Fiorite