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Gli invincibili

E’ solo una cosa simbolica, lo so, eppure mi pare simbolicamente importante che il primo libro di questo 2021 sia un libro che abbia un valore ed un senso specifico, in sè, per l’anno che apre e per il mese che apre.

Ho scelto quindi di aprire l’anno con Gli invincibili di Kwame Alexander con le illustrazioni di Kadir Nelson edito da Orecchio acerbo con la traduzione di Paola Quintavalle.

Si tratta di un albo illustrato che illustra, interpretandola come l’albo deve saper fare, non un testo in questo caso, bensì una poesia. Una poesia di un autore nero dedicata a tutti i neri d’America, quelli che ce l’hanno fatta e quelli che non ce l’hanno fatta. Una poesia d’amore per il popolo afroamericano massacrato dalla storia e incredibilmente illustrata da un illustratore che di quel popolo, come l’autore, fa parte.

Per gli indimenticabili,

per i sopravvissuti,

per chi non ce l’ha fatta,

per gli indiscutibili,

per gli impassibili e i saggi

per i temerari e i giusti

per gli immensi

per gli incredibili

per gli svantaggiati e gli incerti

per gli incredibili

ma soprattutto, e qui, al centro, l’albo e la poesia si fermano per 3 versi, tavole, per l’indicibile.

Ciò che non può esser detto per pudore, per l’incredibile crudeltà, per l’incapacità di trovare parole o forse anche per quella che primo levi chiama la vergogna dei sommersi?

La schiavitù, la persecuzione, il razzismo: l’indicibile che tuttavia deve esser detto ed è per questo che il 2021 inizia così: con un libro che tenta di dire l’indicibile, che racconta una storia che non conosciamo, non raccontiamo e non vogliamo raccontare…

Questo albo ci dà una possibilità – con una forza grafica e iconografica importanti, fatta anche molti di citazioni – aprire una breccia, trovare la diagonale giusta per entrare nella Storia attraverso piccole singole storie individuali. Potete scegliere il diaframma dello sport con Jessie Owens e Wilma Rudolph (su cui ha scritto un bel romanzo anche Fabrizio Silei) o quello della musica o quello della letteratura; l’apparato conclusivo dell’albo, che fa di questa poesia illustrata anche un albo di divulgazione costruito in maniera assai interessante, vi darà più di qualche spunto per trovare il verso giusto per raccontare le storie della Storia, dicendo anche l’indicibile e vi prometto nei prossimi giorni un post dedicato alle migliori narrazioni legate al mondo afroamericano.

I had a dream

We also should have the same dream! Raccontare, spiegare, leggere di ciò che di incredibile e anche di ciò che di indicibile ha la storia dell’umanità!

Teste Fiorite