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Noi umani

Noi umani da 50000 anni occupiamo questa Terra e lo facciamo in maniera decisamente impattante. L’homo sapiens che oggi sembra aver perduto la sua “sapietà” nel tempo ha saputo modificare i luoghi e le proprie abitudini in base al contesto e poi sempre più ha imparato a cambiare il contesto per adattare le proprie capacità e necessità.

“Noi umani” di Jonny Marx e Charlie Davis edito da Editoriale scienza è un librone, letteralmente, che si prova a raccontare il punto di vista umano a partire dall’antichità. Anzi non a partire ma nell’antichità, dal 50.000 a.c. fino al medioevo degli Aztechi, al 1325 d.c.

A parte l’impostazione iconografica accattivante e curatissima (anche la carta è davvero bella) la cosa più bella di questo libro, che può trovare assai fruttuosamente il proprio posto in tante classi di scuola, è la scelta di raccontare i popoli dei diversi continenti.

Una volta tanto si abbandona l’ottica europeocentrica e occidentalistica per allargare lo sguardo e domandarsi: nel frattempo, in un’altra parte del mondo cosa stava accadendo?

Basta col considerare la nostra la migliore delle soluzioni e storie possibili, basta pensare di essere migliori perché l’unica storia che conosciamo (si fa per dire) è la nostra!

E basta anche col pensare che sia il contesto, l’ambiente ad adattarsi alla nostra presenza, originariamente era il contrario e forse non era male come idea: l’umanità ha trovato forme e modi adatti e li ha migliorati in base al luogo, talvolta si è spostato per necessità. Sono i grandi mutamenti climatici (quella volta assai più lenti e di origine naturale) che hanno portato le scimmie giù dagli alberi e poi i nuovi umani a popolare prevalentemente le zone miti. Oggi si tende, grazie alle incredibili competenze tecnologiche, ad adattare il luogo alle nostre esigenze, non viceversa…

Diciamo che l’impressione che io ho è che nei millenni il processo di adattamento si sia in qualche modo invertito e la grande sapienza tecnologica è diventata tale da mutare la relazione di evoluzione tra il genere umano e il suo pianeta ma siccome non è sempre stato così e siccome l’umanità è una stratificazione della propria storia incrociare storie personali diverse o storie di altre civiltà male non ci può fare!

Teste Fiorite