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Compagni di classe. Nuova rubrica dedicata alle secondarie

La nuova rubrica dedicata alla lettura alla secondaria a cura di Lucia Schiralli

Questo post è scritto da Lucia Schiralli che cura la rubrica del sabato “libri in classe” ogni sabato.

Mi presenterò in un modo particolare, scrivendo ciò che penso della lettura, ad oggi una delle passioni più grandi della mia vita che ho la fortuna di alimentare ogni giorno nel mio lavoro. Insegno infatti italiano e materie letterarie nella scuola secondaria di primo grado da quasi 25 anni.

Mi sembra opportuno sgombrare subito il campo da equivoci: leggere non solo è difficile, ma a volte può risultare quasi impossibile, specialmente per una ragazzina o un ragazzino, anche se paradossalmente la fascia di lettori più ostinati in Italia comprende proprio adolescenti dagli undici ai quattordici anni.

L’atto della lettura (così come sottolinea ormai la ricerca neuroscientifica) risulta assai complesso e questo per svariati motivi, primo fra tutti il dispendio di energie che tale pratica comporta. Per gli adolescenti diventa dunque uno sforzo doppio poiché, impegnati come sono nel crescere, hanno poche energie da destinare a qualsiasi attività, in particolar modo a quelle più impegnative come appunto la lettura.

Tutti i ragazzi lamentano di sentirsi stanchi, il loro più grande sogno sarebbe quello di trascorrere ore ed ore sul divano o sul letto della loro stanza e nei giorni di festa vanno in letargo come ghiri, sarebbero capaci di svegliarsi dopo l’ora di pranzo se non ci fosse un adulto a richiamarli all’ordine. L’ impegno richiesto è inoltre qualitativamente diverso da quello necessario per affrontare una qualsiasi attività sportiva perché richiede concentrazione assoluta, estrema padronanza di sé e capacità di immaginare e rappresentare quanto evocato dal testo.  Mentre siamo occupati nella lettura i nostri occhi scorrono la stringa nera di inchiostro, il cervello riconoscere i segni (le lettere), li ricompone in unità di senso compiuto (le parole), li decodifica, li comprende ed infine rappresenta ed immagina quanto scritto anche sulla base della propria storia e delle emozioni che ha provato (la “risposta”).

Insomma la lettura è di per sé un’attività meravigliosa ma innaturale, noi non siamo programmati per leggere, il nostro cervello si è adattato grazie alla plasticità dei neuroni e alla loro capacità di adeguarsi (il “riciclaggio neuronale” di Dehaene). Per capirci meglio, nessuno ci ha insegnato a camminare, ma a leggere sì!

A chi non è mai capitato di perdersi in altri pensieri durante una lettura? È del tutto normale, è ora di confessarcelo.

PMa per i ragazzi può essere pericoloso, potremmo rischiare di perdere dei futuri lettori e questo, è chiaro,  è un rischio che non possiamo permetterci. Basta poi non vedere perfettamente, non conoscere il significato di una o più parole, soffrire di emicrania o semplicemente essere un po’ Preoccupati o innamorati che tutta questa operazione salta.

Studi ed evidenze scientifiche dimostrano che gli adolescenti possono essere caratterizzati, più che gli adulti, da fluttuazioni dell’umore e da repentini cambiamenti di stati d’animo, solitamente possiedono un bagaglio lessicale abbastanza esiguo (generazione 20 parole), capiamo dunque come cimentarsi nella lettura sia per loro veramente difficile.  Occorre guidarli. Mi capita spesso di ascoltare confessioni, quasi ci fosse da vergognarsi, di genitori preoccupati perché i loro figli non sono dei bravi lettori o non leggono abbastanza o peggio ancora non sono come erano loro a quell’età (così dicono).

Frasi del tipo “se leggesse come giocasse a calcio” o “preferisce la danza ad un buon libro” sono deleterie e sortiscono un duplice effetto: da un lato sviliscono e mortificano il ragazzo perché il messaggio che arriva è che ciò che piace a lui non è degno di attenzione e in secondo luogo convincono di questo genitori e figli. Fra la lettura e qualsiasi pratica sportiva non si può istituire un paragone, sono attività completamente diverse e senza dubbio, dovendo proprio metterle a confronto, vincerebbe sicuramente la dimensione ludica che lo sport a quell’età fortunatamente rappresenta, in più, rispetto alla pratica sportiva, la lettura parte svantaggiata perché non ha alla base una “filosofia” del tipo sbagliando si impara o l’importante è vincere e non partecipare.

In questa attività, chissà perché, bisogna essere bravi da sempre, senza che nessuno si sia mai messo ad insegnare cosa fare e soprattutto come farlo. A questo si aggiunga che la lettura è socialmente riconosciuta e gode di un altissimo prestigio presso tutte le classi sociali, sebbene sia stato dimostrato che non tutti quelli che dicono di aver letto un libro lo abbiano fatto realmente, infatti si registra proprio il fenomeno contrario, basti guardare le percentuali dei lettori italiani rispetto a quelli di altri Paesi europei. Mentre è facile ammettere la propria inettitudine dinanzi ad una disciplina sportiva è assai più difficile ammettere la propria incapacità nell’iniziare un libro e nel finirlo. 

Anche sui social ormai si moltiplicano i post dedicati ad autori e libri più o meno conosciuti, aumentano gli spazi di discussione dedicati ai consigli di lettura e perfino la moda sembra subire l’invasione di frasi estrapolate da libri celebri che compaiono su borse, calze, T-Shirt o orecchini. Come si fa in questo panorama sociale ad ammettere la propria incapacità di finire di leggere un libro? La vera difficoltà infatti non consiste tanto (ma ci sta anche questa) nel scegliere un libro o nell’iniziare a leggerlo, ma nel terminare la lettura e questo è più che normale. Sarebbe ora di cominciare ad ammetterlo!

Siamo un popolo di lettori, ma solo a parole. 

Libri in classe

Un libro bellissimo e di più sulla lettura è Il libraio magico di Shinsuke Yoshitake edito dalla mitica Sperling & Kupfer che solitamente leggo in prima media. 

Un simpatico librario, disponibile e assai cordiale con la clientela (e anche con il lettore) offre libri per ogni esigenza, ma attenzione… solo libri che parlano di libri. La lettura potrebbe iniziare addirittura dalla copertina e dai risguardi le cui illustrazioni fanno parte della storia. Ci si può davvero sbizzarrire

Risultato immagini per libraio magico

I libri qui compaiono su alcuni mezzi di locomozione e con un po’ di fantasia (del resto il lettore contribuisce sempre alla costruzione del significato del testo) sembrano uscire dalla storia per andare dai lettori 

“Iniziamo a leggere ragazzi, stanno arrivando i libri”.

 Nel frontespizio incontriamo il libraio intento a pulire il pavimento del suo negozio per accogliere degnamente la clientela. Solo nella pagina successiva sarà chiarito al lettore di che tipo di libreria si tratta

La libreria dei desideri si trova dall’altro capo della città. Qui si vendono solo libri che parlano di libri. Se chiedi al libraio:” Vorrei dei libri su…Ne avete?” Lui risponde sempre: “Come no! Certo che li abbiamo” e va a rovistare fra gli scaffali.

Il gentile omino va a rovistare fra gli scaffali e…meraviglia delle meraviglie…voltando pagina entriamo nella storia e ci troviamo dinanzi tutti i libri che saranno oggetto della narrazione. Mi piace a questo punto far notare ai ragazzi che il libro più grande di tutti, in alto a sinistra, fuori dagli scaffali, ha sul dorso la scritta INDICE. Leggendo i titoli dei libri ci divertiamo ad immaginare storie, ci accorgiamo che ogni scaffale corrisponde ad una richiesta che i clienti faranno al libraio e che la pagina di riferimento è indicata su ogni volume. Insomma per presentare l’indice ci impiego l’intera ora di narrativa. Ed è semplicemente fantastico. 

‘Tu come coltiveresti alberi da libri?’

‘Quali potrebbero essere i libri bizzarri provenienti da tutto il mindo?’

‘E i libri da leggere in compagnia? Si può, come stiamo facendo noi ora qui, leggere un libro in compagnia?’

Il cerchio magico dei lettori si anima e inizia la magia

Queste tavole le ho usate parecchie volte in classe. A termine della lettura ho invitato i miei alunni ad inventare una storia o a scrivere la loro

Cosa è per te il giunco? Quando ti viene voglia di leggere? E se non fosse un giunco cosa potrebbe essere? Inventa una storia bella o brutta, basta che sia solo tua’ 

‘’Quando si interrompe per te la lettura? Cosa potrebbe essere per te il giunco appassito che ti costringe a smettere di leggere? Inventa una storia bella o brutta l’essenziale che sia la tua’

Mi piacerebbe conoscere i vostri pareri e le vostre esperienze a proposito, io nel frattempo vi lascio con alcune frasi scritte dai miei ragazzi sul piacere della lettura.

Leggere è come mangiare un gelato al cioccolato

                                                                             GIULIA L.

Quando leggo una storia sono felice come quando faccio goal

                                                                           Marco B.

Leggere è come un terremoto del cuore

                                                                         Matteo M.

Teste Fiorite